università della svizzera italiana accademia di architettura





Fondazione Archivio del Moderno

Direttrice: Letizia Tedeschi
Vice-Direttore: Nicola Navone

Documentaliste: Micaela Caletti, Sabine Cortat
Coordinamento ricerca: Alessandra Pfister
Ricercatore archivista: Elena Triunveri
Ricercatori:Riccardo Bergossi, Annalisa Viati
Assistenti di direzione: Marta Valdata, Valeria Mirra
Borsista: Monica Trigona
Coordinamento editoriale: Tiziano Casartelli
Segretaria: Paola Giudici
Relazioni esterne: Lorella Campi Gandini


L’Archivio del Moderno, costituitosi in Fondazione il 20 febbraio 2004 per atto dell’Università della Svizzera italiana, è stato creato nel 1996 contestualmente alla nascita dell’Accademia di architettura di Mendrisio. È un istituto autonomo di ricerca dell’Accademia di architettura, ne affianca e rafforza l’attività didattica e scientifica, attraverso la valorizzazione degli archivi acquisiti e la promozione di studi di ampio spettro che favoriscono nuove acquisizioni e specifici approfondimenti. Promuove l’acquisizione, la tutela, lo studio, la valorizzazione di fondi d’archivio dei più diversi ambiti disciplinari che vanno configurando l’orizzonte architettonico inteso nell’accezione più ampia, includente l’urbanistica, l’ingegneria, il design, l’arte e la fotografia. Nel contempo, sviluppa progetti che incrementano il contributo di conoscenza e la valorizzazione del dibattito storico, moderno e contemporaneo attorno alla cultura architettonica, ai suoi scenari di ieri e di oggi, al suo rapporto con il territorio, la storia della tecnica, l’evolversi della professione, in sinergia con l’impegno formativo svolto dall’Accademia di architettura.

Gli obiettivi dell’istituto sono di duplice natura: da un lato l’implementazione dei propri archivi e la loro valorizzazione, focalizzata sull’attività di architetti, urbanisti, ingegneri, designer, artisti e operatori visuali e fotografi che hanno avuto un ruolo significativo o sono stati protagonisti dell’affermazione della “modernità”, con particolare attenzione alla cultura italiana; dall’altro, la promozione della ricerca scientifica in ambiti quali la storia dell’architettura moderna e contemporanea, dell’arte, del design, del territorio e dell’ingegneria civile, riconoscendone il ruolo primario nell’attuale realtà sociale, economica e culturale. La sua attività rende manifesta la duplice identità e vocazione dell’Archivio del Moderno – che rispecchia la sua fisionomia: l’essere allo stesso tempo archivio e centro studi – e copre un arco cronologico che va dall’avvento dei Lumi al tempo presente, aprendosi agli scenari futuri.

L’Archivio del Moderno dispone di circa 1000 mq tra uffici, laboratori di pulizia e condizionamento, sala di consultazione, deposito climatizzato. I fondi archivistici conservati si articolano attorno a due poli. Il primo è legato al territorio e alla storia del Cantone Ticino ed è costituito da archivi di architetti di levatura internazionale quali, ad esempio, Luigi Canonica, figura centrale nella costruzione della Milano moderna, Domenico Gilardi, artefice della rinascita di Mosca dopo l’incendio del 1812, e Rino Tami, “autore” (nel ruolo di “consulente estetico”) di quell’opera esemplare che è l’autostrada del Cantone Ticino, fino a giungere alla cosiddetta “scuola ticinese” con gli archivi contemporanei di Livio Vacchini e Aurelio Galfetti. Il secondo polo raccoglie invece testimonianze della cultura italiana e internazionale e comprende gli archivi di autori come Marco Zanuso, indiscusso maestro del design e dell’architettura italiana del dopoguerra (che volle donare il proprio archivio alla nostra istituzione per sostenerne il progetto culturale), Vittoriano Viganò, autore dell’Istituto Marchiondi Spagliardi di Milano, Giulio Minoletti, progettista degli interni del quadrimotore BZ-308 (1948) e dell’elettrotreno Settebello (1949), e ancora il grafico Jean Petit, che con Le Corbusier realizzò i celebri Cahiers “quadrati”.

Nel 2003, allo scopo di rafforzare il legame con il territorio, sin dal principio obiettivo primario dell’Archivio del Moderno, è stato creato, in seno alla nostra istituzione, un Centro Studi sugli architetti ticinesi che si propone di documentare e indagare l’opera dei numerosissimi architetti provenienti da questa regione, attivi in diverse realtà territoriali, dall’Europa alle Americhe, dal XV secolo ad oggi.

L’Archivio ha una propria collana editoriale che è parte della Mendrisio Academy Press, dove vengono pubblicate le ricerche svolte all’interno dell’istituto. Ulteriori studi sono apparsi in riviste specializzate e in altre edizioni.

L’Archivio del Moderno partecipa all’ICAM (International Confederation of Architectural Museums), all’AABAS (Associazione degli Archivi e Biblioteche d’Architettura Svizzere), all’AAS (Associazione degli Archivisti Svizzeri), e al programma GAUDI (Governance, Architecture and Urbanism: Democratic Interaction), sostenuto dall’Unione Europea e associato al programma europeo Cultura 2000. Dal 2006, inoltre, è sede della sezione svizzera di Do.Co.Mo.Mo. (Party for Documentation and Conservation of Buildings, Sites and Neighbourhoods of the Modern Movement).



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