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Simona Boscani Leoni , Paolo Ostinelli (a cura di) La Chiesa
dal "basso".
Organizzazioni, interazioni e pratiche nel contesto parrocchiale alpino alla fine del medioevo, Franco
Angeli, Milano 2012. ISBN 978-88-568-4559-4
A
partire dal XIV secolo una
serie
di profondi cambiamenti trasforma
l’impostazione e le forme dell’assistenza spirituale al populus cristiano, toccando
non solo l’universo urbano, ma anche quello periferico, rurale e montano, al sud e al nord delle Alpi.
Fra gli impulsi decisivi spicca la forte domanda «dal basso» di strutture e di personale decentrato,
in grado di offrire le condizioni adatte per l’esercizio delle pratiche rituali, assistenziali e di
preghiera: agli occhi dei fedeli, come a quelli dei chierici, si impone la concezione della parrocchia
di villaggio come quadro organizzativo e come spazio privilegiato della vita religiosa – concezione
destinata a perdurare per l’intera eta moderna. L’approccio adottato dalla recente storiografia del
sud delle Alpi ha considerato principalmente le trasformazioni nel sistema della cura d’anime, con le
sue implicazioni istituzionali, religiose, sociali ed economiche, mentre nella ricerca in ambito germanofono
si e posto soprattutto l’accento sulla fondazione di cappellanie e benefici curati come espressione
del principio organizzativo comunitario e sul ruolo dell’«uomo comune» nei mutamenti delle pratiche
e delle esigenze spirituali. Il volume raccoglie interventi che accostano le due impostazioni, riuscendo
in questo modo a gettare nuova luce su molti aspetti del fenomeno e sull’ampiezza delle sue ripercussioni
sul mondo premoderno. In questo senso, le aree alpine e prealpine possono rappresentare un terreno privilegiato
di incontro.
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Lorenzetti L., Barbot M., Mocarelli L. (eds./eds.) Property
rights and their violation. Expropriations and confiscations, 16th to 20th century La
propriete violee. Expropriations et confiscations, XVIe-XXe siecles Bern,
Peter Lang, 2012. ISBN 978-3-0343-0668-3
Interest
in the history of ownership rights is
growing
and spreading to different disciplines. Historians are turning their attention mainly to the rise of
private and individual ownership as it was codifi ed in 19th-century liberal Europe. In writing this
history, however, their perspective has too often ignored the other side of the coin, namely the restrictions
which the sovereign imposed on such rights, allegedly in the interest of the community. The
papers collected in the present volume suggest that private property is not necessarily the most safeguarded
legal model, hence it is not less vulnerable to violation. They construct a close analysis of the most
common forms of abuse of private property on record – expropriation, seizure, and confi scation – perpetrated
by public authorities. They also seek to defi ne the uneasy, often intricate relation between legal
and legitimate. In a perspective of lights and shadows, the role of confi scation and
expropriation changes : now seen as powerful instruments of change, now as enduring factors of conservation
in the evolution of private ownership rights.
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Luigi Lorenzetti (a cura di), Gli
anziani e la citta. (In)compatibilita, regolazioni sociali e ambiente costruito, XVI-XXI secoli,
Roma Carocci editore 2010 276 pp. ISBN 978-88-430-5769-6
Il
progressivo e accelerato invecchiamento demografico in atto nel mondo occidentale sta profondamente
influenzando i modelli sociali e familiari, imponendosi come uno dei temi piu complessi e urgenti nell’agenda
delle attuali politiche sociali. Allo stesso tempo, le trasformazioni in atto nelle citta, sempre piu
invischiate nei disorganici processi di metropolizzazione e di peri-/sub-urbanizzazione, stanno generando
nuove problematiche, in cui mobilita, fruibilita e sicurezza costituiscono i perni delle odierne strategie
di progettazione urbanistica. Riunendo specialisti di varie discipline (storici, demografi,
geografi, sociologi, urbanisti e architetti), questo volume propone una serie di analisi sulla relazione,
in perenne mutamento, tra gli anziani e la citta. I saggi, dedicati a diverse realta locali, regionali
o nazionali europee, affrontano il tema della “presa a carico” degli anziani a limitata autonomia, l’aspetto
architettonico e urbanistico riguardante la gestione degli spazi pubblici e l’adozione di multiformi
soluzioni abitative, come pure la questione della gestione del traffico e della mobilita cittadina rispetto
alle necessita della terza eta.
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Nelly Valsangiacomo, Luigi Lorenzetti (a cura di), Donne
e lavoro. Prospettive per una storia delle montagne europee, XVIII-XX secc. Milano,
Franco Angeli editore 2010 (Coll. Geostoria del Territorio) 422 pp.
Si
ritiene comunemente che le spinte emancipatrici femminili si siano imposte con maggior vigore nei luoghi
contraddistinti da mercati lavorativi piu sviluppati e da maggiori opportunita di impiego retribuito,
mentre nei contesti periferici, caratterizzati da marginalita economica, queste spinte sarebbero state
piu flebili. Il ritardo della modernizzazione di molte regioni di montagna
sarebbe quindi responsabile del perdurare di una realta femminile segnata da dipendenza e “arretratezza”
sociale e culturale. Il volume si propone di analizzare in modo critico
il nesso tra marginalita (economica, culturale, geografica) e discriminazione femminile, ampliando le
prospettive di genere e contribuendo cosi al dibattito in corso da diversi anni sulle societa di montagna
del passato e sul loro divenire all’interno della realta europea. I contributi
abbracciano diversi contesti montani europei e prendono in esame alcuni nodi tematici quali i profili
dei ruoli femminili, il loro inserimento nel mercato lavorativo e le rappresentazioni che scaturiscono
dalle loro attivita, delineando molteplici prospettive per lo studio del binomio genere-montagna.
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Luigi Lorenzetti, Destini Periferici. Modernizzazione, risorse
e mercati in Ticino, Valtellina e Vallese, 1850-1930 Udine, Forum Editrice Universitaria,
2010 261 pp. ISBN: 978-88-8420-617-6
Il
periodo tra la seconda meta dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento e generalmente considerato
come lo spartiacque che segna lo slittamento delle Alpi verso una condizione di marginalita e di dipendenza
economica rispetto al mondo urbano e industrializzato. Prendendo spunto dalla questione della modernizzazione
delle aree periferiche, il volume focalizza la sua attenzione sulle traiettorie economico-territoriali
di tre regioni alpine – i cantoni svizzeri del Ticino e del Vallese e la provincia di Sondrio – alla
luce delle pratiche di gestione delle risorse fondiarie, lavorative o finanziarie locali e delle loro
connessioni con l’economia di mercato. Attraverso un percorso comparativo, emerge che hanno beneficiato
dell’in-tegrazione nell’economia di mercato le aree in cui si sono sviluppati e consolidati sistemi
familiari fondati sulla pluriattivita e la diversificazione dei redditi.
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Lorenzetti L., Giannò V. Al fuoco! Usi, rischi e rappresentazioni
dell’incendio dal Medioevo al XX secolo / Au feu! Usages, risques et représentations de l’incendie du
Moyen Âge au XXe siècle / Es brennt! Bräuche, Risiken und Darstellungen des Brandes vom Mittelalter
bis ins 20. Jahrhundert Lugano - Milano, Giampiero Casagrande, 2010. 513
pp. ISBN: 978.88.7795.198.4
Al
fuoco! L’uomo ha da sempre intessuto con il fuoco un rapporto ambivalente, sul sottile confine che separa
utilità e minaccia. I testi qui raccolti – frutto di un convegno internazionale tenutosi presso l’Accademia
di architettura di Mendrisio nel 2007 e promosso dal Laboratorio di Storia delle Alpi – analizzano,
da varie angolature, il fenomeno dell’incendio e il suo ruolo nella strutturazione del rapporto tra
società e ambiente. La pluralità degli approcci disciplinari scaturisce dalla natura stessa dell’incendio
che, oltre a condensare forti e molteplici valenze simboliche, racchiude svariate implicazioni di natura
politica, sociale, economica, ambientale, urbanistica e architettonica.
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Bernard Derouet, Luigi Lorenzetti, Jon Mathieu (éds.) Pratiques
familiales et sociétés de montagne, XVIe-XXe siècles Itinera, 29, 2010.277 pp. ISBN
978-3-7965-2660-2
Il volume raccoglie una serie di contributi che attraverso
una prospettiva comparativa illustrano le molteplici sfaccettature che caratterizzano le pratiche familiari
presso le società di montagna europee (da quelle alpine a quelle pirenaiche, balcaniche e scandinave)
durante l'epoca moderna e contemporanea. Oltre ad analizzare le svariate soluzioni riguardati l'organizzazione
domestica e la loro evoluzione nel corso del tempo, i contributi esaminano le logiche riguardanti i
processi devolutivi e successori evidenziando i fattori che ne possono spiegare le differenze locali,
regionali e sovraregionali.
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Sabean David Warren, Teuscher Simon, Mathieu Jon Kinship
in Europe. Approaches to Long-Term Development (1300-1900) New
York-Oxford, Berghahn Books, 2007. 336 pp. ISBN-10:
1-84545-288-7 ISBN-13: 978-1-84545-288-9 hardback
Since
the publication of Philippe Ariès’s book, Centuries of Childhood, in the early
1960s, there has been great interest among historians in the history of the family and the household.
A central aspect of the debate relates the story of the family to implicit notions of modernization,
with the rise of the nuclear family in the West as part of its economic and political success. During
the past decade, however, that synthesis has begun to break down. Historians have begun to examine kinship
– the way individual families are connected to each other through marriage and descent – finding that
during the most dynamic period in European industrial development , class formation, and state reorganization,
Europe became a “kinship hot” society. The essays in this volume explore two major transitions in kinship
patterns – at the end of the Middle Ages and at the end of the eighteenth century – in an effort to
reset the agenda in family history.
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Roberto Leggero Dando eis locum idoneum.
Identità politica delle comunità rurali del Novarese in età medievale Milano, Lampi
di stampa, 2008. 99 pp. ISBN 978-88-488-0697-8
Il
lavoro di Roberto Leggero propone due ricerche strettamente legate tra di loro: la prima s’intitola
La costruzione dell’identità politica locale nelle comunità di lago e di fiume nel Basso
Medioevo, e ricostruisce le dinamiche che intercorrono fra Intra, Pallanza e la Valle Intrasca.
Il titolo complessivo del libro Dando eis locum idoneum, deriva proprio da un
documento dei primi del XIII secolo nel quale sono parti in causa l’arcivescovo di Milano e il comune
di Vercelli all’interno del complesso quadro delle lotte per l’egemonia sul Verbano che coinvolse altresì
Novara e le comunità lacuali. Il secondo saggio Comuni rurali in area montana e di fiume,
indaga su altri due casi: quello di Bellinzago, come modello di comunità fluviale, e quello di Armeno,
come esempio di comunità montana. La scelta può apparire inappropriata, ma è imposta dall’attuale assetto
amministrativo della provincia. Del resto, una classificazione di questo genere non sarebbe parsa fuori
luogo fino a poco più di un secolo fa, quando per esempio Maggiora -m. 390 s.l.m.- era considerata dalla
Marchesa Colombi la “montagna” di Novara.
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Stefano Levati, Luigi Lorenzetti (a cura di) Dalla
Sila alle Alpi. L’itinerario storiografico di Raul Merzario Milano,
FrancoAngeli,
2008 158 pp. (coll. Storia)
Con una grande ricchezza e
varietà di approcci, il volume si propone di ricostruire l'itinerario storiografico, decisamente inquieto
e originale, di uno storico "solitario" quale fu Raul Merzario e di cogliere il significato
di un percorso di ricerca quanto mai innovativo, aperto come pochi altri al dialogo con le scienze sociali.
Dai diversi saggi raccolti emerge con estrema evidenza il notevole contributo di Merzario allo svecchiamento
della storiografia italiana e al ribaltamento di molti luoghi comuni che vedevano gli abitanti delle
montagne alpine nient'altro che uomino stolti e rozzi, mossi solo dalla fame, mostrando al contrario
come spesso la modernità, tanto economica che dei comportamenti demografici, se proprio non ebbe origine
nelle montagne certo vi si diffuse con grande tempestività e rapidità. Completano il
volume un articolo inedito dello stesso Merzario, Tre comunità di emigranti del comprensiorio
dei laghi: Nesso (Como), Mezzovico (Lugano) e Caprezzo (Maggiore) XVIII secolo, e la bibliografia
completa dei sui scritti.
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Pozzoli F., Luchessa Ch. Lugano
1939-1945. Guida ai luoghi, ai personaggi e agli avvenimenti della città
e dei suoi dintorni in tempo di guerra Lugano, 2006, 286 pp.
Città
di uno Stato neutrale, Lugano non ha vissuto direttamente la guerra sul suo territorio: al contrario
di Torino, Novara o Grenoble, non ha subito né bombardamenti, né occupazione; eppure, la sua posizione
e il ruolo giocato soprattutto dopo l’armistizio italiano dell’8 settembre 1943 giustificano la scelta
di dedicarle una guida interamente focalizzata sul periodo della seconda guerra mondiale. L’organizzazione
della vita quotidiana in tempo di mobilitazione e razionamenti, l’allestimento di campi d’internamento
per i profughi e l’ospitalità offerta ai rifugiati liberati dal controllo militare, lo scambio culturale
tra i luganesi ancora chiusi in un Ticino povero e prevalentemente agricolo e i rifugiati italiani provenienti
da grandi città e appartenenti al mondo politico culturale del loro Paese, così come l’attività dei
servizi d’informazione svizzeri e stranieri insediatisi in città soprattutto dopo l’armistizio italiano,
hanno permesso di ricostruire, attraverso i luoghi che ospitarono queste attività, l’ambiente cittadino
dell’epoca e la sua storia.
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Valsangiacomo N. (a cura di) Le Alpi
e la guerra: funzioni e immagini. Les Alpes et la guerre: fonctions et images. Lugano,
Giampiero Casagrande editore, 2007.
Qual è il ruolo,
reale e simbolico, delle Alpi occidentali durante la Seconda guerra mondiale ? Attorno a questo interrogativo
si sono riuniti ricercatori e ricercatrici di Francia, Italia e Svizzera, al termine di un primo percorso
di ricerca svolto nell’ambito del Progetto Interreg IIIA "La memoria delle Alpi".
La
presenza in un unico volume di contributi sui tre paesi che compongono l’arco alpino occidentale permette
di evidenziare alcune peculiarità di questo territorio durante il conflitto: le Alpi come luogo di rifugio
e di fuga, come "centro" ( di battaglie, di resistenza, di scambi, di produzione) e come ponte
simbolico tra le nazioni europee.
Quelle est la fonction,
réelle et symbolique, des Alpes occidentales pendant la Deuxième guerre mondiale ? Sur cette question,
des chercheurs et des chercheuses Français, Italiens et Suisses se sont penchés, à la fin d’un premier
parcours de recherche effectué dans le cadre du Projet Interreg IIIA «La Mémoire des Alpes».
La
présence dans un seul volume de contributions sur les trois pays qui composent la région alpine occidentale
permet de mettre en évidence certaines particularités de ce territoire pendant le conflit : les Alpes
comme lieu de refuge et de fuite, comme « centre » (de batailles, de résistance, d’échanges, de production)
et comme pont symbolique entre les nations européennes.
Saggi
di / Contributions de: Ersilia Alessandrone Perona, Adriano Bazzocco,
Antonella Braga, Alberto Cavaglion, Ruggero Crivelli, Jean-William Dereymez, Jean-Claude Duclos, Anne-Marie
Granet-Abisset, Claude Hauser, Christian Luchessa, Paolo Momigliano Levi, Gianni Perona, Francesca Pozzoli,
Simon Roth, Nelly Valsangiacomo, Marino Viganò, Anouchka Winiger
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Busset Th., Marcacci M. (éds) Pour une histoire
des sports d’hiver. Zur Geschichte des Wintersports. Actes du colloque de Lugano, 20-21 février 2004 Neuchâtel,
Centre International d’étude du sport, 2006 204 pp.
En
regard de l'abondante littérature consacrée à l'histoire des sports, les rayons réservés aux sports
d'hiver n'occupent qu'une surface modeste. Pour pallier cette lacune, l'Istituto di storia della Alpi
(ISAlp) de l'Università della Svizzera italiana a organisé en février 2004, à Lugano, un colloque réunissant
une vingtaine de chercheurs d'Allemagne, d'Autriche, de France, d'Italie et de Suisse en vue d'un échange
de connaissances sur la thématique des sports d'hiver dans l'espace alpin. Le présent ouvrage contient
une sélection des contributions présentées à cette occasion. Les textes publiés apportent de nombreux
éléments nouveaux venant compléter les travaux déjà existants. Vu l'aire géographique traitée, l'ouvrage
devrait faciliter la réalisation de futures études comparatives. Avec des contributions de: Fabrizio
Bartaletti, Thomas Busset, Yann Drouet, Gerd Falkner, Anneliese Gidl, Marco Marcacci, Rudolf Müllner,
Alessandro Pastore, Michel Raspaud, Cordula Seger.
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Bürgi A. (a cura di) Europa Miniature. Die
kulturelle Bedeutung des Reliefs, 16.-21. Jahrhundert. Il significato culturale dei rilievi plastici,
XVI-XXI secolo, Zurigo, Neue Zürcher Zeitung, 2007 235 pp.
Seit
500 Jahren werden in Europa Reliefs gebaut, doch bis heute sind diese Modelle noch nie umfassend gewürdigt
worden. Das liegt daran, dass sich ihre Entstehung und Verwendung in ganz unterschiedliche kulturelle
Zusammenhänge einfügen. In ihren Anfängen in den italienischen Stadtrepubliken standen Reliefs im Schnittpunkt
von Militär, Kunst, Politik und Religion, im 17. Jahrhundert dienten sie absolutistischen Herrschern
wie Ludwig XIV. und ihren Baumeistern zur Veranschaulichung komplexer gewordener Befestigungstechniken,
im 18. Jahrhundert stand die Repräsentation ausgedehnter Landschaften im Vordergrund. Danach entdeckten
die Erdwissenschaften das Relief, die Pädagogik propagierte seine Verwendung im Schulunterricht, Industrie
und Tourismus nutzten es kommerziell für die Freizeitkultur. In jüngster Zeit erscheint es als virtuelles
Modell in der Computertechnologie. Warum begann man in Europa damit, Reliefs zu bauen? Wie veränderten
sich die Motivationen? Und wie wurden die Modelle verwendet und wahrgenommen? Diesen Fragen ging eine
interdisziplinäre Tagung anhand von Fallstudien aus verschiedenen Ländern und Jahrhunderten nach. Sie
Hatte das Ziel, einen Überblick über die Geschichte dieser Stadt- und Landschaftsmodelle zu gewinnen.
Hier werden die Tagungsbeiträge publiziert.
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Luigi Lorenzetti, Raul Merzario Il
fuoco acceso. Famiglie e migrazioni
Alpine nell'Italia d'età moderna Roma, Donzelli,
2005 (coll. Saggi) p.
XII, 194.
Il volume ricostituisce l’intenso fenomeno migratorio che ha
caratterizzato le Alpi italiane tra l’epoca moderna e la prima metà dell’Ottocento. Negli ultimi anni,
lo studio sulle società alpine ha coinvolto antropologi e demografi non meno che gli storici, svelando
i segreti della vita quotidiana in quel microcosmo di frontiera. Sii scopre così che il primo ribaltamento
sociale prodotto dall’emigrazione degli uomini è il protagonismo delle donne. Il loro lavoro nei campi
mantiene in vita quella sorta di economia naturale che si contrappone a quella incentrata sul denaro,
inaugurata dagli uomini che, lasciando periodicamente le montagne, imparano a monetizzare il proprio
lavoro. Le brevi e saltuarie permanenze a casa degli uomini producono una rivoluzione dei costumi di
intere comunità. Inoltre, la terra, da sempre avara e tiranna con l’uomo, si trasforma via via in puro
oggetto di scambio per ottenere prestiti in denaro da chi, emigrando, ha per la prima volta la possibilità
di accumularlo.
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Peter Zumthor, Jon Mathieu, Ivan Beer (Hg.) Wieviel
Licht braucht der Mensch, um leben zu können, und wieviel Dunkelheit? / Di quanta luce ha bisogno l'uomo
per vivere e di quanta oscurità? Zürich-Bologna,
Hochschulverlag Editrice compositori, 2005.
La notte in
molti posti è cambiata parecchio per via della presenza sempre maggiore d’illuminazione artificiale.
Sembrerebbe proprio che le parole bibliche “Sia la luce!” siano diventate realtà nel mondo in cui viviamo,
non solo di giorno, bensì anche durante le ore notturne. Che aspetto aveva un paesaggio notturno trenta
o cinquanta anni fa? E che aspetto avranno fra dieci, venti anni, se continua la notturnalizzazione
e l’illuminazione a tappeto? Di quanta luce ha bisogno l’uomo per vivere e di quanta oscurità? Il libro
si occupa di queste e altre domande attraverso diversi approcci: Peter Zumthor cerca la dose umana di
luce e oscurità nell’architettura e nel mondo figurato con una collana di testi letterari. Ivan Beer
ha esaminato il paesaggio notturno e resone possibile l’esperienza. Nel libro viene documentata la passeggiata
notturna del 13 agosto 2004. Il punto di vista storico, sociologico e l’osservazione satellitare viene
sviluppato da Marco Marcacci, Ruth Hungerbühler, Luca Morici, Stefan Wunderle e Katja Maus. Essi si
occupano in modo particolare degli sviluppi nella Svizzera meridionale e nell’arco alpino. Jon Mathieu
ricostruisce la nascita del libro a partire da un progetto interdisciplinare del Programma Nazionale
di Ricerca 48 “Paesaggi e abitati delle Alpi”.
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Jon Mathieu, Simona Boscani Leoni (Hg.) Die
Alpen! Zur europäischen Wahrnehmungs-geschichte seit der Renaissance / Les Alpes! Pour une histoire
de la perception européenne depuis la Renaissance Bern (u.a.), Peter
Lang 2005, 455 S.
La descrizione della natura e della
popolazione alpina dipende in generale dall’immagine che gli autori si fanno di loro stessi e dal contesto
sociale in cui sono inseriti. Questo porta a una differenziazione “nazionale” del discorso alpino più
grande di quanto non si sia finora considerato. Questo libro tratta la percezione delle Alpi nella storia
della cultura europea e integra anche le voci alpine finora poco considerate. Come hanno reagito le
popolazioni di montagna ai discorsi sulla montagna e sui montanari fatti da genti di pianura? Si costruivano
esse un’identità valorizzando o piuttosto denigrando il lato alpino? Curata da Jon Mathieu e Simona
Boscani Leoni, la miscellanea contiene una selezione degli interventi tenuti durante i tre workshops
organizzati dall’Istituto di Storia delle Alpi (Università della Svizzera italiana) tra il 2001 e il
2003 e legati al progetto “The Elites and the Mountains” (2001-2005) sostenuto dal Fondo nazionale svizzero
per la ricerca scientifica. I testi sono redatti in italiano, francese, tedesco e sono accompagnati
da riassunti in inglese.
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Lorenzetti L., Valsangiacomo N. (a cura di) Lo
spazio insubrico. Un'identità storica tra percorsi politici e realtà socio-economiche
1500-1900 Lugano,
Giampiero Casagrande editore 2005 (coll. Dibattiti & Documenti - Studies on Alpine
History) 300 pp. ISBN 88.7795.147.8
L’analisi delle realtà
regionali contemporanee è stata per lo più condotta finora su spazi politicamente omogenei. Lo sviluppo
dell’Europa delle regioni ha però fatto riemergere una trama di rapporti che trascendono le barriere
politico-istituzionali e che sono profondamente radicati nella storia del territorio. I
contributi di questo volume, frutto di un convegno tenutosi all’Università della Svizzera italiana a
Lugano nel 2003, affrontano in un’ottica storica le trasformazioni e le molteplici identità di una regione
transfrontaliera, quella insubrica, che si è recentemente dotata di una struttura istituzionale. Ne
sono scaturiti percorsi di indagine che suggeriscono una rilettura dei rapporti territoriali e delle
relazioni tra le componenti politico-istituzionali, socio-economiche e culturali. Il
volume inaugura la sezione ”Studi di Storia Alpina Studies on Alpine History” promossa dall’Istituto
di Storia delle Alpi dell’Università della Svizzera italiana, inserita nella collana ”Dibattiti &
Documenti”.
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