Università
della
Svizzera
italiana
Academy
of Architecture

 
 

L'Accademia in "volo strumentale". Nota di viaggio del Direttore Riccardo Blumer

25.03.2020

 

Cari studenti, professori, docenti, assistenti, collaboratori della scuola,

 

pubblicando questa nota sul sito web dell’Accademia mi permetto di coinvolgere anche quella comunità allargata di sostenitori, ospiti e amici che, se pure in modo indiretto e silenzioso rispetto all’attività didattica, contribuiscono a far vivere la scuola. Coinvogerli significa anche ringraziarli.

 

Ho rubato la definizione di “volo strumentale” al mondo aeronautico, che definisce così un tipo di volo diverso da quello “a vista”, perché come per i piloti in particolari situazioni, anche per noi in questi giorni alcune cose risultano decisamente “innaturali” o “contro istintive”.

Nel volo strumentale ti devi fidare unicamente degli strumenti, ogni percezione fisica, infatti, potrebbe produrre idee sbagliate: per esempio, farti credere di essere in una posizione anziché nel suo opposto, con le disastrose conseguenze provocate dal gesto di tirare anziché spingere il volante di comando e quindi perdere anziché guadagnare quota.

 

Per adottare questa modalità di volo bisogna allenarsi, e credo che tutti noi, in questo periodo, lo stiamo facendo. Con grande disposizione e anche curiosità; sorpresi degli inaspettati vantaggi come delle inevitabili difficoltà. L’Università della Svizzera italiana aveva gli strumenti accesi e forse neppure lo sapevamo. Ora invece ne facciamo uso continuamente. Grazie.

 

Ho invitato dapprima gli studenti, ed ora estendo la richiesta a tutti, professori compresi, a farsi fotografare o fotografarsi nelle rispettive “cabine di pilotaggio” e con gli strumenti accesi: condividere qualche immagine sui media dell’Accademia è un modo per sentirsi tutti più vicini, piloti di un unico grande volo. In questi giorni ho parlato al telefono con un nostro professore di progettazione, “confinato” in una casa da lui stesso progettata. Quale migliore, paradossale occasione per vivere le nostre opere fino in fondo e farle vivere anche agli altri?

 

Anche le conferenze pubbliche di Fulvio Irace (da Milano), di Giancarlo Mazzanti (dalla Colombia) e la presentazione del libro di Pino Musi (da Parigi), oltre agli altri incontri pubblici che erano previsti, sono in fase di riorganizzazione in modalità digitale. Abbiamo ricevuto la disponibilità degli attori, stiamo cercando lo strumento migliore per attivarle.

 

Il Teatro dell’architettura Mendrisio, oltre al programma delle future mostre ed eventi, che verrà via via aggiornato sulle pagine dedicate del sito web dell’Accademia (http://www.arc.usi.ch/it/tam) e nelle notizie pubblicate sulla newsletter, comunicherà a breve una serie di iniziative volte ad attrarre proposte per farlo vivere anche a distanza. Sull’account Facebook dell’Accademia intensificheremo i post dedicati alle mostre: a partire da quella dedicata alle attività didattiche della scuola, MAD.8, di cui abbiamo dovuto interrompere in fretta e furia l’allestimento e sulla quale stiamo preparando il materiale per poterne visualizzare delle anteprime. Seguiranno poi novità e anticipazioni sulla mostra I disegni giovanili di Le Corbusier. 1902-1916, curata da Danièle Pauly (Parigi), con i bellissimi disegni originali e inediti di colui che diventò poi uno dei più grandi architetti dell’epoca moderna; la mostra è in piena fase di preparazione e quando possibile vi annunceremo le ragionevoli date di apertura. Nel frattempo abbiamo confermato la mostra di ottobre 2020, dedicata alla nuova edizione dello Swiss Architectural Award e promossa dalla Fondazione Teatro dell’architettura, la cui organizzazione non ha mai smesso di procedere e sulla quale vi terremo aggiornati.

 

Avvisati per tempo, sarete tutti invitati agli eventi digitali.

 

La scuola sta quindi affrontando un semestre totalmente in volo strumentale (ne sono esclusi, presumiamo, alcuni esami e i Diplomi, secondo quelle che saranno le disposizioni inerenti le possibilità di spostamento ed incontro), ma mi sento abbastanza sicuro di affermare che, grazie allo sforzo di tutti, siamo in “assetto”.

 

Ancora, grazie.

 

Questo tipo di volo ci permette quindi di continuare, di insegnare e imparare, comunicare, studiare e progettare, ma soprattutto ci permette in questo momento di non ostacolare il lavoro e gli sforzi del mondo sanitario, rispettando le indicazioni imposte dalle autorità.

Nel libro di Daniele del Giudice Staccando l'ombra da terra, Einaudi 1994,mi imbatto nelle parole con cui André Gide presentava ai lettori francesi Vol de nuit di Antoine de Saint-Exupéry: “qui c’è una verità paradossale, la fortuna dell’uomo non è nella libertà, ma nell’accettazione di un dovere”.

Ebbene, rivolgo a tutti l’augurio che ogni volo, anche se strumentale e intrapreso con la meraviglia di “staccare l’ombra da terra”, possa poi al tramonto, dopo l’atterraggio, permetterci di fare “lunghi ed elastici passi per rilassarci dalle fatiche dei comandi (…) di nuovo ricongiunti alla nostra ombra”.

Forse, aggiungo io alle parole di Del Giudice, anche meno “stupidi” di prima del decollo.

 

 

Riccardo Blumer

 

Direttore

Accademia di architettura

Università della Svizzera italiana

 

Dear students, professors, lecturer, assistants, collaborators of the faculty,

 

by publishing this note on the Academy's website I allow myself to involve also that wider community of supporters, guests and friends who, even if in an indirect and silent way with respect to the teaching activity, contribute to make the school alive. Involving them also means to me thanking them.

 

I have taken the definition of "instrument flight" to the aviation world, which defines a type of flight different from the "visual" one, because as for pilots in particular situations, also for us these days some things are definitely "unnatural" or "not intuitive".

In the “instrument flight” mode you have to trust only the instruments, any physical perception, in fact, could produce wrong ideas: for example, making you believe you are in a position instead of its opposite, with the disastrous consequences caused by the gesture of pulling instead of pushing the steering wheel and then lose instead of gaining altitude.

 

In order to adopt this mode of flight, you have to train, and I believe that all of us, at this time, are doing the same. With great openess and also curiosity; surprised by the unexpected advantages as well as the inevitable difficulties. The Università della Svizzera italiana already had the tools switched on and probably most of us didn't even know it. Now we use them all the time. Thank you.

 

I first invited the students, and now I extend the request to everyone, including the professors and assistants, to be photographed in their own "cockpits" and with their instruments activated: sharing a few images in the Academy's media is a way for everyone to feel closer, pilots of the same great flight. In these days I've been talking on the phone with one of our design studio professor, "confined" in a house he designed himself. What better, paradoxical occasion to fully live one's own work and let others live it too?

 

The public lectures by Fulvio Irace (from Milan), Giancarlo Mazzanti (from Colombia) and the launch of the book of Pino Musi (from Paris), in addition to the other public meetings that were planned, are also being reorganized in digital mode. We have received their availability and we are looking for the best tool to activate them.

 

The Teatro dell’architettura Mendrisio, in addition to the agenda of future exhibitions and events, which will be gradually being updated on the dedicated pages of the Academy's website (http://www.arc.usi.ch/it/tam) and mentioned in forthcoming newsletters, will soon announce a series of initiatives to attract new proposals to keep it alive. On the Academy's Facebook account, we will intensify the posts dedicated to the exhibitions: starting with the one dedicated to the school's didactic activities, MAD.8, which we had to interrupt in a hurry to set up and on which we are preparing materials for some anticipations. This will then be followed by news and previews of the exhibition Le Corbusier's early drawings. 1902-1916, curated by Danièle Pauly (Paris), with the beautiful original and unpublished drawings of the man who later became one of the greatest architects of the last century; the exhibition is in full preparation and when possible we will announce reasonable opening dates. In the meantime we have confirmed the October 2020 exhibition, dedicated to the new edition of the Swiss Architectural Award, promoted by the Fondazione Teatro dell'architettura, whose organization has never stopped and on which we will keep you updated.

 

You will all be invited to the digital events in due time.

 

The school is therefore facing a semester totally in “instrument flight” (some exams and the Diplomas are excluded, we presume, according to what will be the dispositions concerning the possibilities of travel and meeting), but I feel quite sure to say that, thanks to everyone's effort, we are now in a "trimmed condition".

Again, thank you.

 

This mode of flight therefore allows us to continue, to teach and learn, to communicate,research and design, but above all it allows us at this time not to interfere with the efforts of the healthcare system, by respecting the guidelines imposed by the authorities.

In Daniele del Giudice's book Staccando l'ombra da terra, Einaudi 1994, (Take-Off, The Harvill Press, London 1996. Ed.) I find the words with which André Gide presented Antoine de Saint-Exupéry's Vol de nuit to the French readers: "here there is a paradoxical truth, man's fortune is not in freedom, but in accepting a duty".

Well, I wish that every flight, even if it is an “instrument flight” and undertaken with the wonder of "taking the shadow off the ground", can then by sunset, after landing, allow us to take "long and flexible steps to relax from the efforts of the command instrumets (...) again rejoined with our shadow".

Perhaps, I would add to Del Giudice's words, even less "stupid" than before taking-off.

 

Riccardo Blumer

 

Dean

Academy of Architecture

Università della Svizzera italiana

Article provided by
USI Feeds