università della svizzera italiana accademia di architettura




   

Atelier Bearth
Microcosmi
a cura di Mihail Amariei
20 x 24 cm, 352 pp.
500 ill. col. e b/n
cartonato
italiano / inglese
ISBN 978 88 876 24 56 4
€ 50 / frs 60 (Svizzera e Italia)
€ 60 (Europa)

Microcosmi è un volume monografico sull’attività didattica svolta dall’atelier di progettazione del professore Valentin Bearth presso l’Accademia di architettura, dal 2004 al 2012. Il libro descrive la metodologia e le premesse del corso nel contesto della scuola e presenta una selezione significativa dei lavori degli studenti. A completare la presentazione didattica, un contributo di Aurelio Galfetti, che attraverso il confronto di due progetti, la casa Rotalinti a Bellinzona e la propria casa a Paros, offre un’inedita riflessione sul significato dell’abitare.



   

BSI Swiss Architectural Award 2012
a cura di Nicola Navone
24 x 24 cm, 176 pp.
384 ill. col., 44 ill. b/n
brossura con cofanetto
italiano/inglese
ISBN: 978 88 36624 77 5
€ 35 / frs 50.–


Promosso da BSI Architectural Foundation con il patrocinio dell’Ufficio Federale della Cultura e dell’Accademia di architettura-Universita della Svizzera italiana, e il coordinamento dell’Archivio del Moderno di Mendrisio, il premio internazionale BSI Swiss Architectural Award e attribuito ad architetti di eta non superiore ai 50 anni, senza distinzione di nazionalita, che hanno offerto un contributo rilevante alla cultura architettonica contemporanea, dimostrando una particolare sensibilita nei riguardi del contesto paesaggistico e ambientale. I candidati sono proposti alla giuria da un comitato internazionale di consulenti, composto da architetti e critici di architettura di chiara fama. Ciascun candidato e chiamato a presentare tre opere realizzate.

Terza edizione 2012
Vincitore
Studio Mumbai, India

Candidati
Alejandro Aravena, Cile; architecten de vylder vinck taillieu, Belgio; Atelier Bow-Wow, Giappone; Nuno Brandao Costa, Portogallo; Angelo Bucci, Brasile; Marcus Donaghy, William Dimond, Irlanda; Ecosistema urbano, Spagna; Anton Garcia-Abril, Spagna; Anna Heringer, Austria; Zhang Ke, Cina; Zhang Lei, Cina; LTL Architects, Stati Uniti; Gurjit Singh Matharoo, India; Alberto Mozo, Cile; muf architecture/art, Gran Bretagna; Hiroshi Nakamura, Giappone; Mauricio Pezo, Sofia von Ellrichshausen, Cile; Smiljan Radic, Cile; Camilo Rebelo, Portogallo; Enric Ruiz-Geli, Spagna; Jose Maria Saez, Ecuador; Joao Pedro Serodio, Isabel Furtado, Portogallo; Dominic Stevens, Irlanda; Jonathan Woolf, Gran Bretagna; Alejandro Zaera Polo, Spagna-Gran Bretagna.

Acquista


   

Jacques Gubler
Nazionalismo e internazionalismo
nell’architettura moderna in Svizzera
19 x 24,5 cm, 392 pp.
239 ill. b/n
brossura olandese
italiano
Silvanaeditoriale
ISBN 978-88-36-6229-62
€ 45 / frs 55.–


Questo denso lavoro, ricchissimo di dati e immagini inedite, discute alcuni aspetti dell’architettura degli anni Venti e Trenta del Novecento in relazione ai concetti di nazionalismo e internazionalismo nel contesto politico della Svizzera; non propone di studiare ne il nazionalismo ne l’internazionalismo di per se, e neppure il loro conflitto dialettico e politico, cerca soltanto di censire alcune situazioni in cui gli architetti fanno apertamente appello all’uno o all’altro. L’architettura del periodo tra le due guerre e stata spesso rievocata attraverso due immagini contrastanti: l’epoca audace e progressista dei pionieri della construction nouvelle; l’accademismo monumentale, colossale e nauseante delle dittature mussoliniana, hitleriana o staliniana.
Nel 1925, Walter Gropius proclama l’avvento di una Internationale Architektur. Nel 1928, il primo dei Congres internationaux d’architecture moderne (CIAM) si riunisce in Svizzera, a La Sarraz. Nel 1932, Henry-Russell Hitchcock e Philip Johnson propongono un bilancio della nuova architettura sotto la definizione di International Style. Ci si potrebbe aspettare che i piu noti propagandisti della construction nouvelle abbiano commentato questo postulato dell’internazionalismo architettonico. E tuttavia appare difficile trovare una spiegazione rigorosa del concetto risalente agli anni Venti. Non solo, ma dopo la seconda guerra mondiale Gropius, Le Corbusier, Giedion, Hitchcock rifiuteranno il concetto di stile internazionale nel momento stesso in cui la sua fortuna crescera in misura considerevole. Forse l’Internationale Architektur di Gropius afferma solo il diritto all’esistenza di un’architettura derivata dalla tradizione internazionale delle avanguardie? I CIAM sono la caricatura di un parlamento sovranazionale? L’“architettura internazionale” trova la propria identita nei processi intentati contro le accademie nazionali o lo Heimatstil? Questi sono alcuni dei problemi generali che vengono qui dibattuti in relazione al contesto specifico della Svizzera.
Jacques Gubler (Nyon 1940), allievo di Enrico Castelnuovo all’Universita di Losanna, borsista del Fondo Nazionale. Cronista per “Casabella” (1982-1995); professore al Politecnico di Losanna (1984-1999) e all’Accademia di architettura dell’Universita della Svizzera italiana (1999-2006).


Acquista


   

Lo spazio interno moderno come oggetto di salvaguardia
Modern Interior Space as an Object of Preservation
a cura di
Roberta Grignolo, Bruno Reichlin
21 x 24,5 cm, 296 pp.
228 ill. col., 160 ill. b/n
brossura
italiano, inglese, francese, tedesco
Silvanaeditoriale
ISBN 978-88-36-6241-71
€ 35 / frs 40.–


Il volume raccoglie i contributi di alcuni tra i maggiori studiosi e progettisti sul tema della salvaguardia dello spazio interno, che negli interventi sul patrimonio edilizio del XX secolo passa spesso in secondo piano rispetto all’involucro esterno. Le diverse questioni sollecitate dal tema sono analizzate da un punto di vista teorico e tematico – la necessita di attingere a piu “storie” per una reale conoscenza dell’oggetto architettonico, il problema della “musealizzazione” – ma anche immediatamente operativo, attraverso la discussione sugli interventi gia realizzati. I testi toccano alcuni argomenti strettamente legati alla natura fragile degli interni, dal restauro di alcune “icone” del XX secolo – tra cui Fallingwater e la Sonneveld Huis a Rotterdam –; al difficile adeguamento alle attuali normative di “monumenti” quali gli allestimenti museali di Albini e Scarpa o le scuole di Schumacher e Scharoun; alla salvaguardia e riuso di interni che per loro natura tendono a una rapida obsolescenza, quali aeroporti e bagni pubblici, per esempio il Terminal parigino di Orly Sud o le Piscine des Amiraux di Henri Sauvage.
Testi, in italiano, inglese, francese o tedesco, di: Cecile Briolle, Andrea Canziani, Dorothea Deschermeier, Fernando Fiorino, Hartmut Frank, Emilia Garda, Michel Goutal, Roberta Grignolo, Justin Gunther, Jean-Baptiste Minnaert, Joris Molenaar, Marco Pogacnik, Bruno Reichlin, Jacques Repiquet, Giorgio Rigone, Arthur Ruegg, Paola Scaramuzza, Lynda S. Waggoner.

Acquista



   

I “Quaderni di Cultura del territorio” raccolgono gli interventi e le testimonianze proposte da studiosi, amministratori pubblici e progettisti durante le conferenze sullo Spazio pubblico nella “Città Ticino” di domani, progetto finanziato dal Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca Scientifica nell’ambito del programma nazionale di ricerca PNR 65 sulla Nuova qualità urbana, e coordinato da Michele Arnaboldi, architetto professore all’Accademia di architettura.

Lo spazio pubblico contemporaneo
a cura di Enrico Sassi
19 x 24,5 cm, 128 pp.
125 ill. b/n e col.
brossura
italiano
ISBN 978-88-87624-51-9
€ 18,00 / frs 20.–


Testi di Mario Botta, Marco Borradori, Michele Arnaboldi, Aurelio Galfetti, Andrea Felicioni, Enrico Sassi. Progetti di Alvaro Siza e Roberto Collovà, Gioni Signorell, Mario Botta, Cino Zucchi, Eduardo Arroyo, Elias Torres e José Antonio Lapeña, BMV architects.


Territorio e mobilità
a cura di Enrico Sassi
19 x 24,5 cm, 120 pp.
98 ill. b/n e col.
brossura
italiano
ISBN 978-88-87624-52-6
€ 18,00 / frs 20.–


Testi di Riccardo De Gottardi, Gian Paolo Torricelli, Andrea Felicioni, Enrico Sassi. Progetti di Michel Desvigne, OMA, NL Architects, Zaha Hadid, Smarch Architekten, Eduardo Souto de Moura, Francisco e Manuel Aires Mateus.