Università
della
Svizzera
italiana
Accademia
di architettura

 
 

Practice of Teaching

Il laboratorio dell’immaginazione

L’Accademia alla Biennale di Architettura 2018

 

 

«In architettura il tempo non è lineare, perché riunisce passato, presente e futuro. Investire nell’insegnamento significa investire sul futuro».

Yvonne Farrell e Shelley McNamara

Aires Mateus, Foto Paolo Mazzo

Francisco e Manuel Aires Mateus

Biennale di Venezia, Aires Mateus
Biennale di Venezia, Aires Mateus

«Proponiamo una riflessione sullo spazio come elemento astratto, materializzato in un corpo informe, che richiama l’idea di spazio senza necessariamente pensarlo come un interno ma come un’interazione tra i suoi limiti e la nostra percezione».

Walter Angonese, Foto Paolo Mazzo

Walter Angonese

«Il lavoro tenta di esplorare i significati più coinvolgenti della relazione tra studente e insegnante. Ho così scelto di affidare il futuro di uno dei miei progetti realizzati a tre giovani architetti, miei ex allievi. Un gesto che incarna la fondamentale generosità che il mestiere dell’insegnamento dovrebbe sempre contemplare: fare dono agli altri del proprio sapere».

Michele Arnaboldi, Foto Paolo Mazzo

Michele Arnaboldi

«Il contributo dell’atelier all’esposizione veneziana è uno spazio fisico che invita a una riflessione sulla topografia, la luce e la cultura di un territorio: un cubo scomposto invita a “entrare” nelle gigantografie del modello territoriale della Città Ticino».

Valentin Bearth, Foto Paolo Mazzo

Valentin Bearth

Foto Paolo Mazzo

«All’interno di due spazi intimi sono esposte in sequenza immagini e dichiarazioni rappresentative della dualità della pratica ‒ con progetti realizzati dallo studio Bearth & Deplazes ‒ e dell’insegnamento ‒ con le proposte concepite dagli studenti dell’Accademia di architettura».

Riccardo Blumer, Foto Paolo Mazzo

Riccardo Blumer

«Nella pratica dell’insegnamento l’atelier promuove esercizi sperimentali che, attraverso la contaminazione di altre discipline, danno vita a riflessioni sull’evoluzione dell’architettura. I lavori esposti a Venezia indagano attraverso movimenti automatici la condizione estrema del Freespace».

Martin Boesch, Foto Paolo Mazzo

Martin Boesch

Foto Paolo Mazzo
Foto Paolo Mazzo

«Intervenire su edifici esistenti identifica l’architettura come dato di fatto, concepito da qualcun altro. Il punto di partenza è dunque la logica stabilita da quel “qualcun altro”. Ne consegue che le nostre linee-guida sono l’edificio esistente e le regole a cui sottende».

Frederic Bonnet, Foto Paolo Mazzo

Frédéric Bonnet

Foto Paolo Mazzo
Foto Paolo Mazzo

«Gli spazi pubblici sono gli ambiti di cui si occupa il nostro atelier. Un’area portuale in disuso diventa una passeggiata, una fortezza abbandonata su una collina si trasforma nel cuore della vita pubblica in un paesaggio urbano, ambienti tecnici prima frammentati sono oggi uno spazio libero per qualsiasi utilizzo».

Mario Botta, Foto Paolo Mazzo

Mario Botta

Foto Paolo Mazzo
Foto Paolo Mazzo

«L’architettura consiste principalmente nello studio e nell’intervento sugli spazi abitati, con l’obiettivo di stabilire nuovi rapporti, ossia influendo sull’ambiente circostante. In quanto interpreti della storia e della memoria di una comunità, gli architetti dovrebbero allora essere guidati dal principio che il loro mestiere è riscrivere in chiave moderna l’antico atto del costruire». 

Francis Kere, Foto Paolo Mazzo

Diébédo Francis Kéré

Foto Paolo Mazzo
Foto Paolo Mazzo

«A Venezia l’atelier presenta un ambiente minimo, non prescrittivo, in grado di adattarsi a qualsiasi uso creativo da parte di chi vi abita. E offre una riflessione sulle possibili reazioni umane a uno spazio aperto alle appropriazioni libere e non programmate».

Quintus Miller, Foto Paolo Mazzo

Quintus Miller

Foto Paolo Mazzo
Foto Paolo Mazzo

«Il mondo dei ricordi, delle esperienze e degli interessi è alla base del progetto architettonico. Tale universo non è composto di singoli frammenti, ma si presenta come una trama culturale tessuta con i contenuti più diversi, un’ampia topografia del pensiero».

Joao Nunes, Foto Paolo Mazzo

João Nunes e João Gomes da Silva

Foto Paolo Mazzo
Foto Paolo Mazzo

«Gli studenti di oggi, professionisti della progettazione dello spazio pubblico di domani, liberi dai nostri errori e dai nostri fallimenti, ci succedono nella missione di creare con noi una costruzione che è fatta di tempo e di spazio».

Valerio Ogiati, Foto Paolo Mazzo

Valerio Olgiati

Foto Paolo Mazzo
Foto Paolo Mazzo

«L’installazione veneziana consiste di colonne posizionate come oggetti il cui scopo è creare un’esperienza spaziale più intensa. Se da lontano l’installazione è percepita come un oggetto architettonico senza un ordine ben definito, con il ridursi della distanza si trasforma invece in un’esperienza che oscilla costantemente tra due letture dello spazio, una emotiva, l’altra intellettuale». 

Jonathan Sergison, Foto Paolo Mazzo

Jonathan Sergison

Foto Paolo Mazzo
Foto Paolo Mazzo

«Due cineasti londinesi ‒ Bertie Miller e Dave Waters ‒ hanno realizzato un documentario, proiettato a Venezia, che da un lato illustra il lavoro svolto nell’arco di sei mesi dagli studenti dell’Accademia e dall’altro le attività professionali dello studio di architettura Sergison Bates. Il film è un’indagine sul rapporto tra insegnamento e pratica attraverso il concetto di “processo”, elemento comune a entrambe le attività».

Venezia,
26 maggio ‒ 25 novembre 2018