Università
della
Svizzera
italiana
Accademia
di architettura

 
 

Quarantotto pagine

M.A.P.  

Così denominata per il numero indicativo di pagine di ogni volume che la compone, la collana intende testimoniare i modi con cui la cultura architettonica odierna si confronta e si trasmette con il lavoro didattico. Le pubblicazioni vogliono privilegiare in particolare l’attività svolta presso l’Accademia di architettura di Mendrisio dai docenti invitati (di progettazione, ma non solo) così da preservarne il contributo culturale.

«La progettazione non si insegna come un sapere oggettivo dal contenuto chiaramente determinato, ragion per cui è impossibile integrarne l’insegnamento nei modelli universitari ortodossi. Insegnare il progetto richiede agli studenti di fare l’esperienza del progetto stesso. Ovvero seguire un modo di pensare non lineare, analogico, associativo e aperto che mischia intuizione e messa in opera di un sapere oggettivo; e soprattutto implica un racconto teorico e formale coerente, che non si definisce a priori bensì nel corso stesso della propria elaborazione. Gli studenti devono fare direttamente l’esperienza di come tutto o quasi tutto possa essere trasformato in idea architettonica. Una pratica per loro non abituale, perché opposta all’insegnamento positivista e di determinati fondamenti scientifici che costituiscono la base della più parte dei sistemi didattici sperimentati prima di accedere alla scuola di architettura. Per questo il mio insegnamento non è unilaterale: è piuttosto esso stesso, in modo analogico, esitante, e si costruisce avanzando» (Éric Lapierre).

Quarantotto pagine:

Éric Lapierre

14,5 x 19 cm, 60 pp.

27 ill. b/n e col.

brossura

italiano / inglese

Silvana Editoriale

9788836642380

€ 10 / frs 12.‒

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«Ogni istante è diverso da un altro. Aspettare il momento giusto. O riconoscere il momento giusto. Prima uno. Un po’ di pazienza. E poi un altro. Pronti a riconoscerlo. Questo istante, ecco di cosa si tratta. Questo istante, che potrebbe essere una definizione. Una delle definizioni. Dell’architettura. Sull’architettura. L’istante in cui cose che sembra non abbiano alcun nesso tra loro tutt’a un tratto lo raggiungono» (Jan De Vylder).

Quarantotto pagine:

Jan De Vylder

14,5 x 19 cm, 52 pp.

49 ill. b/n e col.

brossura

italiano / inglese

Silvana Editoriale

9788836637232

€ 10 / frs 12.‒

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«Tanti anni fa rimasi colpito da una conferenza del filosofo tedesco Hans Robert Jauss, il quale sostenne che nella vita … è importante prepararsi … Capii che bisogna sempre lavorare sodo e che anche in assenza di prospettive concrete il punto importante è essere preparati. Come sappiamo, l’idea di un progetto preesiste, in qualche misura, alle occasioni di tempo e luogo, e ciò rende a maggior ragione utile per noi architetti il suggerimento filosofico di Jauss, perché ci ricorda che prepararsi è una forma di progettualità» (Francesco Venezia).

Quarantotto pagine:

Francesco Venezia

14,5 × 19 cm, 52 pp.

11 ill. b/n, 8 ill. col.

brossura

italiano / inglese

Silvana Editoriale

9788836630691

€ 10 / frs 12.–

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«Le fotografie di Hélène Binet pongono interrogativi affascinanti sulle relazioni fra soggetto osservato e intenzione artistica, entità e dettaglio, spazio e atmosfera, materialità e illuminazione, realtà e immagine. Le costruzioni … si trasformano in paesaggi, mentre i paesaggi diventano intime superfici tattili, pelle invecchiata di un essere vivente. Persino l’aria tende ad assumere tratti di materia solida; il cielo, proiettando un senso di gravità e opacità, non è più un vuoto. Le immagini di Hélène accentuano gli aspetti materiali, come se dovessimo percepirle attraverso il tatto anziché con la vista» (Juhani Pallasmaa).

Quarantotto pagine:

Hélène Binet

a cura di

Daniela Mondini

14,5 × 19 cm, 68 pp.

22 ill. b/n, 1 ill. col.

brossura

italiano / inglese

Silvana Editoriale

9788836630707

€ 10 / frs 12.–

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