Università
della
Svizzera
italiana
Accademia
di architettura

 
 

Film con Marco Müller

05.11.2008

 
Anche quest'anno, all'Accademia di architettura dell'Università della Svizzera italiana, Marco Müller terrà un corso di Stili e tecniche del cinema accompagnato da una rassegna di film, che il Direttore del Settore Cinema della Biennale di Venezia commenterà per gli studenti e per tutti gli interessati.   

Architetti e registi hanno molto in comune. Praticano entrambi un'arte sintetica, dove la collaborazione tra diverse soggettività forti e la sintesi tra proposte divergenti sono la regola invece che l'eccezione - e dove i committenti hanno il controllo finanziario del progetto. Sanno orchestrare complesse macchine produttive, e hanno bisogno di "complici" in grado di coniugare visionarietà e senso pratico. Al cinema, è la figura eroica del "regista-autore" che viene di consueto messa in risalto. La natura delle diverse forme di illusionismo cinematografico ha, tuttavia, richiesto che, per realizzare la visione del regista, il lavoro di scenografia, di "design per il cinema" occupasse progressivamente una posizione centrale tanto quanto il lavoro degli attori o quello del direttore della fotografia. Il production designer contribuisce in modo determinante a "disegnare" non solo le immagini, ma altresì il modo in cui il budget e gli sforzi di tutta la squadra creativa vengono spesi. Non fornisce solo gli ambienti e gli sfondi per le azioni dei personaggi, collabora alla progettazione e pianificazione di tutto il film. Solo con il suo apporto si può arrivare a conciliare l'universo immaginato dal regista e fissato sulla sceneggiatura con le necessità dei costi di produzione e dei tempi di lavorazione. Il production designer è un architetto che deve rispondere, allo stesso tempo, alla commessa del produttore (rispettare il budget e il calendario) e a quella, artistica, del regista; il suo lavoro deve essere imbevuto, sin dall'inizio, del senso e del carattere del film che il cineasta ha immaginato.   

Alfred Hitchcock: Architetture per il cinema

I set cinematografici di Alfred Hitchcock sono sempre qualcosa di più di un semplice set. Il più delle volte: un labirinto in cui tutti - personaggi, regista, spettatori - si perdono e si trovano nell'intensità delle loro emozioni. Lo spazio è tutt'altro che neutro nei film del maestro britannico: in essi, dunque, l'architettura occupa una posizione certo non secondaria. Hitchcock ha più volte manifestato la propria visione della centralità dell'architettura nella concezione del mondo e nella rappresentazione del genere umano che i film esprimono. L'architettura è per lui la cornice grandiosa ma sempre provvisoria che aiuta a dare un senso all'esistenza umana. Un'affermazione che confermano molti dettagli dei suoi film maggiori, dalle scale di Numero diciassette alle torri di vetro di Intrigo internazionale e ai reggiseni autoreggenti che Barbara Bel Geddes progetta in La donna che visse due volte.
Il lavoro cinematografico di Hitchcock ha spinto a nuove altezze la concezione moderna del "production design". Assieme alla proiezione di alcune delle opere chiave per comprendere il suo lavoro di invenzione di architetture per il cinema, verranno analizzati i set di quei film, così come la loro costruzione, i loro creatori ed arredatori. (Marco Müller)  

Calendario delle proiezioni pubbliche 

Mercoledì 17 settembre 2008, ore 20.30
Rope / Nodo alla gola (1948) 

Mercoledì 24 settembre 2008, ore 20.30
Vertigo / La donna che visse due volte (1948) 

Mercoledì 5 novembre 2008, ore 20.30
North by Northwest / Intrigo internazionale (1959) 

Mercoledì 12 novembre 2008, ore 20.30
Psycho (1960) 

Mercoledì 19 novembre 2008, ore 20.30
The Birds / Gli uccelli (1960) 

Mercoledì 10 dicembre 2008, ore 20.30
Number Seventeen / Numero diciassette (1932) 

Tutte le proiezioni si terranno nell'Aula Magna dell'Accademia (aula C0.63/64), al pianterreno di Palazzo Canavée (Via Canavée 5, 6850 Mendrisio, Svizzera). Si tratta di versioni originali con sottotitoli in italiano.   

Informazioni:
Amanda Prada
Responsabile comunicazione e conferenze
Accademia di architettura di Mendrisio
Tel. +41 58 666 58 69, aprada@arch.unisi.ch
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