Università
della
Svizzera
italiana
Accademia
di architettura

 
 

Il Bagno di Bellinzona va al Politecnico di Zurigo. Fresca di stampa la monografia

29.04.2010

 

L'Accademia di architettura di Mendrisio (Università della Svizzera italiana) presenta al Politecnico federale di Zurigo la mostra dedicata al Bagno di Bellinzona di Aurelio Galfetti, Flora Ruchat-Roncati, Ivo Trümpy. L'esposizione è stata promossa dall'Accademia con l'Archivio del Moderno di Mendrisio e presentata in una prima edizione presso l'ateneo ticinese nel corso dell'autunno 2009.

In occasione dell'inaugurazione a Zurigo, prevista per giovedì 29 aprile 2010 alle ore 18.00, sarà presentato il catalogo dedicato al Bagno, a cura di Nicola Navone e Bruno Reichlin (Mendrisio Academy Press 2010).


Il libro

L'inaugurazione della mostra fornisce l'occasione per presentare il volume Il Bagno di Bellinzona di Aurelio Galfetti, Flora Ruchat-Roncati, Ivo Trümpy, a cura di Nicola Navone e Bruno Reichlin (Mendrisio Academy Press 2010, 220 pagine, in italiano, CHF 50.- / € 35.-). La monografia raccoglie i saggi di Navone, Reichlin, Martin Steinmann, Franz Graf e Monica Sciarini, nonché tutti i documenti degli archivi degli architetti, le foto a colori d'epoca e le foto dello stato attuale del Bagno realizzate da Enrico Cano.


L'evento

All'inaugurazione della mostra a Zurigo e alla presentazione del volume parteciperanno Andreas Tönnesmann, per il Dipartimento di architettura del Politecnico Federale di Zurigo, e Valentin Bearth, per l'Accademia di architettura di Mendrisio. Interverranno inoltre Mario Botta, che terrà un'introduzione, e Aurelio Galfetti, Flora Ruchat-Roncati, Ivo Trümpy e Bruno Reichlin nell'ambito di una tavola rotonda con moderatore Martin Steinmann, professore presso il Dipartimento di architettura dell'Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne.

L'inaugurazione è prevista per giovedì 29 aprile 2010 alle ore 18.00 presso il Politecnico Federale di Zurigo (Hörsaal E5, Zentrum). La mostra potrà essere visitata fino a giovedì 20 maggio 2010, dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle 21.00 e il sabato dalle 8.00 alle 16.00.


La mostra

 "Il Bagno di Bellinzona è stato realizzato quasi 40 anni fa" osserva il Direttore dell'Accademia di architettura di Mendrisio, l'architetto Valentin Bearth: "Ancora oggi rappresenta un riferimento chiaro e preciso: proseguendo le antiche fortificazioni cittadine ed estendendosi simbolicamente nella piana fino al fiume Ticino, testimonia di una grande sensibilità verso il territorio nel quale s'inserisce, sensibilità che emerge proprio in quegli anni, mentre più recentemente si è un po' persa. In Ticino, infatti, dal 1970 si è costruito molto e non sempre il rapporto fra intervento architettonico e paesaggio è stato rispettato e valorizzato. È quindi interessante confrontarsi con un'opera esemplare come il Bagno e (tornare a) riflettere sulle interrelazioni fra la singola opera di architettura e il suo contesto".

Esito di un concorso pubblico bandito nell'estate del 1967, il Bagno di Bellinzona di Aurelio Galfetti, Flora Ruchat-Roncati e Ivo Trümpy offre la prima manifestazione concreta di quella "architettura territoriale" che ha caratterizzato, dalla fine degli anni Sessanta sino agli sviluppi più recenti, l'architettura ticinese.

Muovendo dai materiali in larga parte inediti conservati all'Archivio del Moderno, nel Fondo Aurelio Galfetti, integrati da disegni, fotografie e documenti provenienti dagli archivi privati di Flora Ruchat-Roncati e di Ivo Trümpy, nonché da altri archivi pubblici e privati, la mostra intende proporre una lettura critica dell'opera ripercorrendone la genesi: dal concorso del 1967 (documentato attraverso una selezione di progetti), all'elaborazione delle varianti intermedie, sino alla stesura e alla realizzazione del progetto definitivo.

Tavole analitiche e diagrammi esplicativi permetteranno di mettere in luce i riferimenti e le tematiche sottese a quest'opera seminale, inquadrandola nel coevo dibattito europeo. Un'ampia e ricca documentazione fotografica ne illustrerà il divenire, dalle immagini in bianco e nero che ritraggono il cantiere alla lettura dello stato attuale affidata agli scatti di Enrico Cano, che ha realizzato una campagna fotografica per l'esposizione. Una "galleria virtuale" realizzata dall'Archivio del Moderno consentirà poi di consultare on-line le riproduzioni digitali e la schedatura informatizzata del corpus di disegni che documentano l'opera, rilevandone così i caratteri di esemplarità.


INFORMAZIONI
Amanda Prada
Responsabile comunicazione e conferenze
Accademia di architettura di Mendrisio
tel. +41 58 666 58 69
amanda.prada@usi.ch

 

 

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