Università
della
Svizzera
italiana
Accademia
di architettura

 
 

Architetti si diventa. Full immersion nel mondo dell'architettura attraverso una mostra e una conferenza

26.10.2010

 

L'inizio del ciclo degli eventi pubblici all'Accademia di architettura di Mendrisio (Università della Svizzera italiana) viene festeggiato con un duplice appuntamento: l'inaugurazione di MAD, la Mostra sull'Attività Didattica che rappresenta una vera e propria vetrina della scuola e che è stata fortemente voluta dal suo Direttore, Valentin Bearth, e la conferenza di uno dei padri dell'Accademia, Aurelio Galfetti. La mostra e la lezione offriranno senz'altro spunti d'interesse per la comunità accademica, ma anche per l'affezionato pubblico che segue da anni e con grande attenzione le attività promosse dall'Accademia.


Come in un laboratorio dove l'affastellamento di materiali corrisponde all'impeto della vitalità creativa, l'architettura viene intesa, nell'occasione espositiva che è MAD, nella sua più ampia interpretazione che va dall'idea di luogo a quella di contesto, di paesaggio, infine di territorio esplorata nell'ambito degli atelier di progettazione e tramite le tematiche dei corsi teorici storico-umanistici e tecno-scientifici. Si tratta quindi della radiografia di un intero anno dell'Accademia di Mendrisio (2009-2010) attraverso i lavori degli studenti, dimostrazione di una grande ricchezza comunicativa.
Modelli, piani, sezioni, disegni, foto, tavole permettono di avvicinarsi alla progettazione e a tutte le discipline insegnate, dalla storia dell'arte alla filosofia, dalla storia dell'architettura alle strutture, alla matematica, alla costruzione e tecnologia, alla cultura del territorio e urbanistica, all'ecologia e all'informatica, nelle loro varie declinazioni, come se si potesse, per una volta, sbirciare fra i banchi. Vengono inoltre presentati alcuni reportage sull'Accademia e sul mestiere dell'architetto, nonché spezzoni di conferenze promosse negli scorsi anni a Mendrisio che vedono protagonisti alcuni degli architetti più osannati del panorama contemporaneo: Álvaro Siza, Peter Zumthor, Paulo Mendes da Rocha e Ryue Nishizawa.
Un'occasione che offre un quadro preciso e articolato di quanto si pensa, si crea, si cerca all'Accademia, dove la parola MAD richiama un senso di gioiosa e appassionata follia e vitalità creativa.


All'inaugurazione di MAD sarà presente Aurelio Galfetti, co-fondatore, con Mario Botta, dell'Accademia e suo primo direttore, che per l'occasione terrà una lezione dal titolo Architetti si diventa.
Esponente della cosiddetta "scuola ticinese" internazionalmente conosciuta, titolare di uno studio di architettura a Lugano, fra i suoi progetti più significativi si ricordano il restauro di Castelgrande a Bellinzona, l'Aula polivalente dell'Università della Svizzera italiana a Lugano e il Net Center a Padova. Galfetti ha sempre dimostrato una grande sensibilità verso il territorio e l'urbanistica, temi che ha trasmesso anche attraverso l'insegnamento. Visiting professor al Politecnico di Losanna e all'Università di Parigi, membro di numerose giurie internazionali, ai suoi lavori sono state dedicate esposizioni in Svizzera (all'Architektur Forum di Zurigo nel 1989, al Museo Vela di Ligornetto e a Vico Morcote nel 1993) e all'estero, al Museum of Finnish Architecture di Helsinki nel 1990.

"I lavori di Galfetti, realizzati nel corso di una lunga carriera, sono sempre dosati e calibrati, spesso di entità modesta e poco visibili, anche in questo riflettono il carattere schivo e tollerante del loro autore, che ha saputo ritagliarsi uno spazio linguistico proprio e ha fatto della valorizzazione e della reinvenzione le chiavi della sua originale e singolare energia progettuale. Galfetti, infatti, affronta ogni progetto forte di un mestiere che gli consente di percepire in ciascuna occasione le nascoste qualità delle situazioni che affronta.
Il suo spiccato pragmatismo gli permette di rinnovarsi continuamente, per cui nel suo lavoro non prevale mai un solo e unico indirizzo né uno "stile". In un mondo dove l'invadenza delle immagini, delle ideologie che parlano della fine delle ideologie, della moda, finisce per surrogare ogni altra forma di rappresentazione, la sua architettura, che possiede discrezione e umanità, fa del rispetto per le cose la premessa per la capacità che possiede di trasformarle, riconfigurarle e riconnetterle senza complessi. Anche se possono sembrare a volte radicali, le opere di Galfetti sono in realtà sempre concilianti nei confronti del dato, sia esso fisico, naturale o culturale, poiché sanno esercitare una critica selettiva nei confronti dei significati che la memoria assegna a ciascun contesto".
[Gabriele Cappellato, "Discrezione: chiave del confronto con l'ambiente", Domus, giugno 1999, n. 668, p. 51]

A Mendrisio Galfetti presenterà i suoi lavori, parlerà del mestiere dell'architetto e traccerà le linee della sua scuola ideale.


L'inaugurazione della mostra MAD, che sarà introdotta dal professor Valentin Bearth, Direttore dell'Accademia, e la conferenza dell'architetto Aurelio Galfetti dal titolo Architetti si diventa avranno luogo giovedì 23 settembre 2010 alle ore 19.30. Al termine un rinfresco sarà offerto a tutti i presenti.

La conferenza si terrà nell'Aula Magna dell'Accademia di architettura (pianterreno di Palazzo Canavée, Via Canavée 5, Mendrisio, Svizzera).

La mostra sarà ospitata nella Galleria dell'Accademia (pianterreno di Palazzo Canavée) e potrà essere visitata da venerdì 24 settembre a domenica 31 ottobre, dal martedì al venerdì dalle ore 16.00 alle 19.30, mentre il sabato e la domenica dalle 13.00 alle 18.00 (lunedì chiuso). L'ingresso è libero.

Il Rapporto sull'attività didattica/Report on Teaching Activities 2009-2010 accompagna l'esposizione e allo stesso tempo costituisce il catalogo della mostra (Mendrisio Academy Press, Mendrisio 2010, italiano e inglese, 256 pagine, 21 x 21 cm, illustrazioni in bianco e nero, CHF 20.-, € 15).


Press Office
Amanda Prada
Responsabile comunicazione e conferenze
Accademia di architettura di Mendrisio
T +41 (0)58 666 58 69, amanda.prada@usi.ch

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