Università
della
Svizzera
italiana
Accademia
di architettura

 
 

Al cinema con Marco Müller: un film di Luchino Visconti

29.09.2010

 

Riprende anche quest'autunno presso l'Accademia di architettura di Mendrisio (Università della Svizzera italiana) il ciclo di proiezioni pubbliche organizzate ogni mercoledì dalla cattedra di "Stili e Tecniche del Cinema" diretta dal Professor Marco Müller. Il corso di quest'anno sarà dedicato al Production Design italiano contemporaneo e in particolare alla "seconda scuola" di Cinecittà, ripercorrendone la storia da Le notti bianche (1957) a Shutter Island (2010).

La proposta innovativa della "seconda scuola" di Cinecittà (Production Designers che si sono gradualmente adeguati al connubio tra set costruiti e set virtuali) è stata quella di girare film con un impianto scenico di tipo "misto". Agli ambienti reali o ricostruiti in studio, vengono aggiunti, in sede di post-produzione, non solo le parti di set che non possono essere costruite, ma anche effetti di ogni genere (luci e ombre, pioggia, fiamme). Si integra in tal modo, con la massima omogeneità estetica possibile, il girato con il virtuale, arricchendo ulteriormente il contesto scenografico messo a disposizione dei nuovi racconti cinematografici.

Il corso del semestre autunnale 2010 si propone di ripercorrere la storia di questo gruppo di Production Designers, a partire dall'uscita definitiva dagli orizzonti neorealisti, sancita da Luchino Visconti con Le notti bianche (1957), il suo primo film dove il quartiere di una città (la Piccola Venezia di Livorno) è interamente ricostruito in teatro di posa (il Teatro n.5 di Cinecittà). Il ciclo di lezioni si avvarrà della presenza (che verrà strutturata in lezioni e conferenze/incontro) di alcuni tra i più celebri Production Designers italiani: Andrea Crisanti, Marco Dentici, Dante Ferretti, Bruno Rubeo. I capitoli del corso 2010-2011 verranno dedicati rispettivamente ad Andrea Crisanti, Marco Dentici, Danilo Donati, Dante Ferretti, Mario Garbuglia, Piero Poletto, Bruno Rubeo, Ferdinando Scarfiotti. Accompagnerà il corso il consueto ciclo di proiezioni del mercoledì sera (alle ore 20.30).

Mercoledì 29 settembre 2010 è la volta del film Le notti bianche (1957) di Luchino Visconti che prenderà avvio alle ore 20.30. 

Le notti bianche (1957) di Luchino Visconti
Interpreti: Marcello Mastroianni, Maria Schell, Jean Marais, Clara Calamai, Corrado Pani; scenografie: Mario Chiari e Mario Garbuglia; costumi: Piero Tosi; fotografia: Giuseppe Rotunno; sceneggiatura: Suso Cecchi D'Amico.

Con Le notti bianche, liberamente adattato dall'omonimo Romanzo sentimentale. Dalle memorie di un sognatore di Fëdor Dostoevskij, Luchino Visconti consuma la propria rottura con il neorealismo.
Un set completamente "artificiale" - il quartiere portuale della Piccola Venezia, a Livorno, è ricostruito all'interno del più grande teatro di posa di Cinecittà, il mitico Teatro n.5 - permette di definire uno stile visivo che sappia rendere appunto la soggettività dei protagonisti. Ma non è un film in costume - anzi, è un grande film sulla necessità dell'Utopia nell'Italia contemporanea: le "quattro notti di un sognatore" rendono con precisione il clima spirituale dopo i fatti di Ungheria e la rivelazione dei crimini di Stalin.
Due livelli di realtà vengono messi in opposizione, quello corrente e quello ideale. Nel primo sono evidenti la dissoluzione sociale, la transitorietà, la musica di consumo, le strade sudice, i bar malfamati; il secondo viene invece prodotto dall'immaginazione, grazie al suo potere di trasformazione. Scenografie, costumi e illuminazione concorrono a far sì che il realismo dei personaggi si sciolga in simbolo, il contrasto tra la quotidianità del mondo e la vaghezza del sogno trasfiguri il racconto in una rappresentazione delle situazioni psicologiche ed esistenziali. È il primo "film di studio" firmato da un regista che appartiene al gruppo dei quattro giganti del discorso architettonico nel cinema: Antonioni, Fellini, Pasolini, Visconti. Altri, ma non molto presto, seguiranno.

Mario, modesto impiegato, avviandosi una sera svogliatamente verso casa, scorge una donna che, appoggiata alla ringhiera di un ponticello su un canale, piange singhiozzando. Le si avvicina e le offre il proprio aiuto, rimanendo sconcertato, poi affascinato dal comportamento della giovane donna, ora cupa e angosciata, ora allegra e quasi infantile. Desidera rivederla e ottiene da lei un appuntamento per la sera dopo. L'indomani Natalia, questo il nome della ragazza, gli racconta la sua storia. Abbandonata dai genitori, vive con la nonna quasi cieca in un appartamento del quale viene subaffittata una stanza. Il loro inquilino era un anno addietro un bel giovane, del quale Natalia si era perdutamente innamorata. Un giorno l'inquilino se ne va, promettendo di ritornare dopo un anno; si sarebbero incontrati presso il ponticello sul canale. Da quel giorno Natalia si strugge nell'attesa. Mario, che a sua volta si innamora della ragazza, cerca di farle dimenticare l'assente e di convincerla a non vivere di illusioni e di vane speranze. Il persistente silenzio del fidanzato induce Natalia ad accettare la corte di Mario, col quale balla una sera con trasporto per poi abbandonarlo di nuovo improvvisamente. Delusa ancora una volta nella sua attesa, Natalia ritorna da Mario e sembra voglia fare di tutto per corrispondere al suo amore. Ma avviandosi con lui verso casa, sente dei passi che s'avvicinano: è l'uomo che ritorna... Natalia si stacca da Mario e vola felice tra le braccia dell'atteso.

Durata: 97'
Audio: italiano
Sottotitoli: inglese

La proiezione è aperta al pubblico e gratuita. Prenderà avvio alle ore 20.30 e si svolgerà nell'Aula Magna dell'Accademia, al pianterreno di Palazzo Canavée (Via Canavée 5, Mendrisio, Svizzera).

Press Office
Amanda Prada
Responsabile comunicazione e conferenze
Accademia di architettura di Mendrisio
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