Università
della
Svizzera
italiana
Accademia
di architettura

 
 

The Trial_proiezioni nell'ambito del corso di Marco Müller

24.03.2015

 

Stili e tecniche del cinema

 

proiezione pubblica introdotta e commentata da marco Müller

 

 

Martedì 24 marzo 2015 ore 18.30

 

Le Procés/ The Trial/ Il processo


di Orson Welles (Francia, 1962)

 

Un film molto ambizioso: Welles si propone di tradurre visivamente il mondo di Franz Kafka, dove ogni personaggio e ogni ambiente si caricano di significati molteplici. Con i mezzi (limitati) di cui disponeva, Welles riesce a rendere giustizia, sotto il profilo scenografico, alla complessità del romanzo breve kafkiano.

Le Procés si ricollega a direttamente stilemi espressionisti, evidenziando una tendenza latente nei film precedenti del regista. Le scelte del production designer Jean Mandaroux sono esaltate dalla luce filtrata e dalle grandi ombre proiettate. Nella sequenza in cui Josef K., dopo il colloquio con il pittore Titorelli, viene inseguito dalle "pettegole", l'effetto di lame (fessure) di luce, inglobando totalmente lo spazio e il protagonista, distrugge il primo in quanto materia tridimensionale, riportandolo a superficie ottico-luminosa continuamente cangiante, e distrugge il secondo in quanto essere in carne e ossa, riducendolo a ombra in corsa pazza.

Uno tra i cararatteri figurativi più evidenti di Le Procès è la promiscuità plastica, la transizione continua fra spazi irrelati e contrapposti. E accanto ad essa: la deterritorializzazione dell'imagine, l'impossibilità di assegnarla a un contesto storico e geografico individuabile.Ogni immagine sta in un rapporto di imbricazione e connessione irrazionale e labirintica con la successiva, le immagini si accavallano e si sovrappongono una all'altra, il Tribunale (il mondo della Legge) si confonde con il mondo dell'Eros.

Il labirinto non è più qui un percorso diegetico bensì un'unica cavità spaziale che ingloba tutto, un labirinto vissuto e percepito dall'interno, in cui non ha più senso ricercare il centro. Lo sforzo ricostruttivo delr acconto si rovescia nella magia propriamente scenografica di mostrare un territorio-continente sepolto (l'Europa,forse), i cui differenti strati temporali e spaziali si incontranoe si confondono l'uno nell'altro, mentre i confini tra i luoghi divengono sempre più labili, i moderni palazzi governativi confinano con i vecchi edifici pubblici, la casa del pittore, il Tribunale e la Chiesa comunicano ormai fra di loro. La Città-territorio in cui si svolge il film, tana di talpa dai mille cunicoli, è veramente simile alla Chimera mitologica, parti diverse sono perfettamente fuse insieme grazie alle funzioni connettive svolte dai corridoi, dalle soglie di pote o dai luoghi di transizione, qui particolarmente sottolineate dalle trasgressioni ripetute che il protagonista compie nel passaggio da uno spazio all'altro.

 

Martedì 24 marzo 2015 ore 18.30 

Aula magna

Palazzo Canavée

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