Università
della
Svizzera
italiana
Accademia
di architettura

 
 

Amos Nattini e la Divina Commedia Figurata tra le due Guerre_ mostra ad Ascona

25.10.2015

 

Museo Comunale d'Arte Moderna Ascona

 

Amos Nattini e la Divina Commedia figurata tra le due Guerre

Arte, Architettura e Lettere in dialogo

 

Inaugurazione domenica 25 ottobre ore 11.00

 

Esposizione  dal 26.10 al 30.12.2015

 

La mostra curata da Mara Folini, Carla Mazzarelli e Irina
Emelianova e realizzata grazie a una stretta cooperazione con l'Università della Svizzera italiana - l'Accademia di architettura di Mendrisio e l'Istituto di studi italiani di Lugano - ricostruisce la genesi, l'ambiente culturale e il contesto storico del progetto editoriale (in cui sono coinvolte diverse personalità importanti della cultura italiana del tempo, come Gabriele D'Annunzio e Ugo Ojetti), prendendo le mosse dalla riscoperta di inizio Ottocento di Dante come cittadino, esule e profeta d'Italia che diede impulso al culto risorgimentale del Sommo Poeta, figura simbolica di una nuova missione nazionale e civile. Significative, a tal proposito, sono le opere in mostra tra cui il celebre busto di Dante Alighieri di Vincenzo Vela.
  in questo clima di revival dantesco e nel colto ambiente artistico che dal realismo tardo ottocentesco va progressivamente orientandosi verso l'estetica simbolista di impronta europea, che si forma il giovane Amos Nattini spostandosi tra Genova, Parma e Parigi. L'accostamento delle opere giovanili di Nattini alle opere degli artisti coevi con cui entrò in contatto
(come Sartorio e Marussig, autore quest'ultimo delle belle scenografie della Nave di D'Annunzio), e alle altre preziose edizioni della Divina Commedia (come quella voluta da Vittorio Alinari, pubblicata nel 1900 ed illustrata da Cambellotti, De Carolis ecc.), permette di ricostruire le diverse anime di quel mondo denso di sollecitazioni, fondato su un fitto e ricercato dialogo tra le arti visive, la musica, il teatro e le lettere,
di cui si fecero interpreti molti artisti del tempo.

L'allestimento è parte integrante dell'innovativo progetto della mostra che si è posto l'obiettivo anche di avviare un nuovo dialogo tra ricerca e divulgazione scientifica, nel segno della valorizzazione del territorio: le sei originali "macchine" espositive, quante sono le sale della mostra e un'istallazione nella corte del Museo - realizzate da 13 studenti dell'Accademia di architettura coordinati dall'atelier di Riccardo Blumer e
dalle curatrici, hanno saputo mettere in dialogo le arti, recuperando un'idea di leggerezza e sospensione. Un'occasione, per ritrovare Dante e il suo viaggio nell'immaginario, nelle paure, nei limiti dell'animo umano.

Martedì - sabato 10-12/15-18

Chiuso il lunedì

 

 

 

 

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