Università
della
Svizzera
italiana
Accademia
di architettura

 
 

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Riccardo Blumer, photo Alberto Canepa

L’Accademia di architettura sta avviando un rinnovamento del generoso Piano degli studi delineato in oltre due decenni di attività e che l’ha caratterizzata nel panorama nazionale e internazionale per la sua particolare attenzione rivolta alle materie umanistiche. Oggi l’itinerario didattico offerto dall’Accademia vede, accanto allo spazio occupato dagli atelier di progettazione, due grandi aree disciplinari: quella storico-umanistica e quella tecnico-scientifica. Nel corso del tempo, nell’area storico umanistica ‒ che include la Storia e la teoria dell’arte e dell’architettura ‒ sono stati inseriti anche gli insegnamenti di Cultura del territorio, mentre nell’area tecnico-scientifica, accanto ai corsi di Costruzione e tecnologia si sono aggiunti quelli di Strutture e scienze esatte. L’innovazione in corso non prevede cambiamenti di materie, ma cerca piuttosto di dare maggior forza e meglio caratterizzare l’offerta formativa che l’Accademia ha costruito in questi anni.

La Direzione sta anche lavorando alla proposta di “percorsi” che possano guidare lo studente nella scelta degli insegnamenti facoltativi o opzionali secondo una linea di interessi personalizzata. In questo senso si sta anche lavorando a un nuovo strumento per “visualizzare” graficamente la rinnovata offerta didattica.

Fondamentalmente in quest’anno accademico non cambierà nulla, ma ho particolare premura che gli studenti colgano in questo Piano degli studi il valore dato alle materie umanistiche, a quelle tecnico-scientifiche, a quelle legate alla città e al paesaggio, e ancora a quelle che definiremo come “metalinguaggi”: arte, teatro, scenografia, disegno analogico e digitale. È nella speranza di chi scrive che lo studente, districandosi tra numeri e tempi da rispettare, riesca ad immaginare, progettandolo, il proprio Piano degli studi, che nei semestri futuri si vorrebbe perfezionare per renderlo più agile e ancor più vicino agli interessi di ciascuno.

Questa scuola, per come è costruita, contiene già tutto. L’architetto che immaginiamo sarà capace di operare nel proprio mondo con l’intelligenza e i mezzi necessari, in modo autorevole e con spirito critico. E a questo proposito mi preme ricordare ai nostri studenti le importantissime attività culturali organizzate sul Campus di Mendrisio (che se anche non danno crediti non per questo hanno minor valore nel nostro progetto didattico): dalla Biblioteca, coi suoi preziosissimi libri e fondi, dall’Archivio del Moderno, e infine le conferenze, le esposizioni e gli incontri al Teatro dell’architettura, strepitoso strumento, forse unico nel panorama delle scuole di architettura europee.