Università
della
Svizzera
italiana
Accademia
di architettura

 
 

Living Le Corbusier

19.09.2020

 

L’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana, in collaborazione con MDFF-Milano Design Film Festival, promuove la rassegna “Living Le Corbusier”, una selezione di filmati realizzati tra il 1966 e il 2019 da registi francesi, italiani, svizzeri e tedeschi dedicati all’opera del rinomato architetto svizzero e che potranno essere visionati dal 19 settembre 2020 – 24 gennaio 2021 nella Galleria al secondo piano del Teatro dell’architettura Mendrisio.


La rassegna è intesa come un momento di approfondimento con il mezzo filmico di alcune delle opere iconiche di Le Corbusier, dalla Villa Savoye all’Unité d’Habitation di Marsiglia, dalla fondazione della città di Chandigarh al quartiere di Firminy-Vert fino alla famosa chaise longue LC4. Grazie all’incontro tra le discipline del cinema e dell’architettura, in cui la pratica filmica interviene come strumento per condensare spazio e tempo in una finzione visiva che trasmette le qualità emozionali dei luoghi in tutte le loro componenti materiali e immateriali, i sei filmati si caratterizzano per i diversi approcci, da quello più tradizionalmente documentale a quelli con un’intenzione “fiction”, fino all’esperimento di videoarte di Heinz Emigholz, importante autore che è stato per alcuni anni il punto di riferimento del workshop “Filmare l’architettura” dell’Accademia di architettura a Mendrisio.


 

Grandma and Le Corbusier

di Marjolaine Normier

Francia, 2017

durata: 58′

lingua: francese con sottotitoli in inglese

 

Le precise indicazioni delle misure, la decisa scelta dei colori, la millimetrica ricercatezza nell’uso funzionale dello spazio e degli arredi, insomma tutto il vademecum dell’abitabilità secondo Le Corbusier, torna utile alla nonna della regista, alle prese con la ricostruzione del proprio appartamento all’indomani del suo incendio. Dove? Nell’Unité d’Habitation di Marsiglia. Uno fra i complessi condominiali modernisti più studiati e visitati della storia dell’architettura, e sicuramente uno dei più noti e discussi. La simpatica anziana signora si ritrova con l’equipe di esperti e con la troupe a ridisegnare i suoi sessant’anni vissuti lì, intrecciando la sua quotidianità e le sue memorie con gli standard visionari di un ingombrante architetto del passato.

 


Chez Le Corbusier/A casa di Le Corbusier

di Olivier Lemaire

Francia, 2018

durata: 33′

lingua: francese con sottotitoli in italiano

 

Nel 1934 Le Corbusier lasciò il suo appartamento di rue Jacob a Parigi per trasferirsi negli ultimi due piani dell'Immeuble Molitor al 24 di rue Nungesser-et-Coli, nel quartiere di Boulogne. Questo appartamento duplex, che Le Corbusier ha progettato con soluzioni architettoniche rivoluzionarie, costituisce la matrice di tutto il suo lavoro, ed è lo spazio creativo dove ha vissuto fino alla sua morte nel 1965 e dove sperimenterà le sue riflessioni sull’architettura. In occasione del restauro dell'appartamento e del suo atelier, questo film si propone di esplorare il lavoro di Le Corbusier per capirne più a fondo il contributo artistico, il suo talento. Il racconto intreccia sequenze girate sul sito e documenti d'archivio, che mostrano i diversi elementi costitutivi dell'appartamento e le diverse fasi della sua costruzione. Affiancano quelle sequenze, le interviste dei migliori esperti restauratori che sono intervenuti direttamente sull'edificio. Il documentario è stato realizzato con il supporto di Cassina, che ha contribuito anche al restauro degli interni e degli arredi di questo esempio iconico di architettura d'interni.

 

Une Ville à Chandigarh

di Alain Tanner

Svizzera, 1966

durata: 52’

lingua: francese con sottotitoli in inglese

 

Il regista, Alain Tanner, e l’architetto, Charles-Édouard Jeanneret-Gris al secolo Le Corbusier, hanno in comune non solo i natali svizzeri, ma una progettualità di indagine che fluttua costantemente fra realismo, realtà contemporanea e utopia. Al centro del documentario una città, la città simbolo della libertà e dell’identità nazionale: Chandigarh, alle pendici dell’Himalaya. Uno spazio vuoto destinato a divenire abitato, come capitale di una nuova nazione unita: l’India, nel 1947. Un’occasione più che unica per un architetto. Un argomento appassionante per un regista. Tanner gira l’ormai celebre documentario un anno dopo la morte di Le Corbusier, quando la città non era ancora completata. E questo basta a restituire il senso di un’impresa straordinaria.

 

Le Corbusier [|||||] Asger Jorn [Relief]

di Heinz Emigholz

Germania – Danimarca, 2015

durata: 29’

 

Le Corbusier [IIIII] Asger Jorn [Relief] confronta Villa Savoye, costruita da Le Corbusier nel 1931, e Grand Relief di Asger Jorn, che il pittore e scultore danese produsse nel 1959 per il Århus Statsgymnasium. Il film stabilisce dei nessi tra ciò che non appartiene al loro insieme, almeno non secondo le disposizioni ideologiche dei loro creatori.

 

L’esprit Le Corbusier

di Gilles Coudert

Francia, 2019

durata: 52’

lingua: francese con sottotitoli in inglese

 

È un rapporto alla pari. Il racconto di Le Corbusier è inesauribile, perché inesauribile è il rapporto che le sue opere stabiliscono con ognuna delle persone che vi entra in contatto. È successo anche al regista Gilles Coudert, che è cresciuto nel celebre quartiere realizzato alla metà degli anni Sessanta a Firminy, in Francia a pochi chilometri da Saint-Etienne. La sua Maison de La Culture è stata classificata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, insieme ad altri 16 siti progettati dall’architetto svizzero, in giro per l’Europa, in Argentina, Giappone e India. Una ricognizione ragionata e commentata, fra gli altri, da Marco Barani, Ora Ito, Dominique Perrault e Kenzo Tange. Da lì a Marsiglia, all’Unité d’Habitation e fino al famoso Cabanon di Roquebrune visti con gli occhi di oggi assieme a materiale d’archivio.

 

Le Corbusier 50. Storia di incontri che hanno rivoluzionato il design

di Valeria Parisi

Italia, 2015

durata: 50’

lingua: italiano

 

Nel 1965 moriva Le Corbusier, il Leonardo da Vinci del XX secolo. Malgrado la frequentazione e l’amore per l’Italia il maestro del modernismo non è mai riuscito a realizzarvi nessuno dei suoi progetti. Nel 1964 affida però a Cassina il diritto per la riedizione dei mobili pensati con Charlotte Perriand e Pierre Jeanneret: divenuti vere e proprie icone del design, basti ricordare LC2, le fauteuil Grand Confort o la LC4, la famosa chaise longue, uno tra i mobili più imitati al mondo. Il documentario racconta i diversi contesti in cui essi hanno preso forma, dal Salon d’Autumn del 1929 alla presentazione della collezione LC di Cassina nella Milano degli anni ‘60. Una narrazione che visita i luoghi di Le Corbusier e che propone un confronto con i protagonisti di oggi con foto e riprese d’archivio, fra cui anche quelle realizzate dallo stesso Le Corbusier, messe a disposizione dalla omonima Fondazione di Parigi.

 

Orari di apertura

 

  • martedì / mercoledì / giovedì / venerdì: ore 14.00-18.00
  • sabato / domenica: ore 10.00-18.00
  • ingresso gratuito

 

The Academy of Architecture of the Università della Svizzera italiana, in partnership with the MDFF-Milan Design Film Festival, promotes the "Living Le Corbusier” program, a selection of films produced between 1966 and 2019 by French, German, Italian, Swiss and filmmakers, dedicated to the work of the renowned Swiss architect and which can be seen from September 19, 2020 to January 24, 2021 in the Gallery at the second floor of the Teatro dell’architettura Mendrisio.

The programme is intended as a chance to explore some of Le Corbusier's iconic works, from Villa Savoye to the Unité d'Habitation in Marseille, from the foundation of the city of Chandigarh to the Firminy-Vert district and to the famous LC4 chaise longue. Thanks to the encounter between the disciplines of filmmaking and architecture, in which film practice acts as a tool for condensing space and time into a visual fiction that conveys the emotional qualities of sites in all their material and non-material components, the six films are characterised by different approaches, from the more traditional documentary-oriented one to those with a "fiction" intention, to the video art experiment by Heinz Emigholz, an important filmmaker who was for some years the main reference for the "Filming Architecture" workshop of the Academy of Architecture in Mendrisio.

 

Grandma and Le Corbusier

by Marjolaine Normier

France , 2017

lenght: 58′

language: French with English subtitles

 

The precise indications of measurements, the sure selection of colors, the millimetric search of the functions of space and of the furniture, in short all the vademecum of the habitability of Le Corbusier, useful to the grandma of the director, dealing with the reconstruction of her apartment in the aftermath of a fire. Where? In the Unité d’Habitation of Marseilles. One of the most studied and most visited modernist condominiums of the history of architecture, and for sure one of the most known and discussed. The friendly old lady meets with the equipe of experts and the troupe to redraw the sixty years that she lived there, weaving her daily life and memories with the visionary standard of a persistent architect of the past.

 

Chez Le Corbusier/A casa di Le Corbusier

by Olivier Lemaire

France, 2018

lenght: 33′

language: French with Italian subtitles

 

It was in 1934 that Le Corbusier left his apartment in rue Jacob in Paris to move to the two upper floors of the Immeuble Molitor at 24 rue Nungesser-et-Coli in the Boulogne neighbourhood. This duplex apartment, which Le Corbusier designed with revolutionary architectural choices, represents the matrix of all his work, and is the creative space where he lived until his death in 1965, and where he experimented using his reflections on architecture. On the occasion of the restoration of the apartment and studio, this film aims to investigate Le Corbusier’s work to better understand his artistic contributions, his talent. The story weaves together sequences shot on the site and archival documents showing the different aspects of the apartment and the phases of construction. In addition to these sequences, interviews with the finest expert restorers who worked directly on the building. The documentary was made with the support of Cassina, that also contributed to the restoration of the interiors and furnishings of this iconic example of interior architecture.

 

Une Ville à Chandigarh

by Alain Tanner

Switzerland,  1966

lenght: 52’

language : French with English subtitles

 

The filmmaker, Alain Tanner, and the architect, Charles-Édouard Jeanneret-Gris at the time of Le Corbusier, have in common not only that they both are Swiss, but also a planning ability of research that constantly fluctuates between realism, contemporary reality and utopia. At the center of the documentary, a city, the city symbol of liberation and national identity: Chandigarh, at the foot of the Himalaya. An empty space meant for becoming inhabited, just like the capital of a new united nation: India in 1947. A more than just unique occasion for an architect. An exciting topic for a filmmaker. Tanner shoots the- now famous -documentary one year after the death of Le Corbusier, when the city was not yet finished. This is enough to give back the meaning of an extraordinary challenge.

 

Le Corbusier [|||||] Asger Jorn [Relief]

by Heinz Emigholz

Germany –Denmark, 2015

lenght: 29’

 

Le Corbusier [IIIII] Asger Jorn [Relief] contrasts the Villa Savoye, built by Le Corbusier in 1931, and Asger Jorn’s Grand Relief, which the Danish painter and sculptor produced in 1959 for the Århus Statsgymnasium. The film makes connections between what does not belong together, at least not according to the ideological stipulations of their creators.

 

L’esprit Le Corbusier

by Gilles Coudert

France, 2019

lenght: 52’

language: French with English subtitles

 

It’s an equal relationship. The story of Le Corbusier is endless, because endless is the relationship that its works establish with each person that engages with them. It happened to the film director Gilles Coudert, who was born in the famous neighbourhood built in the middle of the 60s in Firminy, in France a few kilometres from Saint-Etienne. His Maison de La Culture was classified a World Heritage by UNESCO, together with other 16 sites planned by the french-swiss architect around Europe, in Argentina, in Japan and in India. An exploration reasoned and commented by Marco Barani, Ora Ito, Dominique Perrault, Kenzo Tange and many others. Starting from that moment in Marseilles, at the Unité d’Habitation, until the famous Cabanon of Roquebrune seen through the eyes of today with archival material.

 

Le Corbusier 50. Storia di incontri che hanno rivoluzionato il design

by Valeria Parisi

Italy, 2015

lenght: 50’

language: Italian

 

In 1965 Le Corbusier, the 20th century Leonardo da Vinci, died. Though he frequented and loved Italy, the master of modernism never managed to realise any of his projects there. In 1964, however, he gave Cassina the right to reissue the furniture designed with Charlotte Perriand and Pierre Jeanneret: they became true icons of design, just remember the LC2, the fauteuil Grand Confort or the LC4, the famous chaise longue, one of the most imitated furniture in the world. The documentary traces the different contexts in which they took shape, from the Salon d’Autumn in 1929 to the presentation of Cassina's LC collection in Milan in the 1960s. A narrative that visits Le Corbusier's places and offers a comparison with today's protagonists with photos and archival footage, including those taken by Le Corbusier himself, made available by the Foundation in Paris.

 

Opening hours

  • Tuesday / Wednesday / Thursday / Friday: 2 – 6 pm
  • Saturday / Sunday: 10 am – 6pm
  • Free entrance

 

 

Link al sito web

 

Allegati

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