Università
della
Svizzera
italiana
Academy
of Architecture

 
 

Città Ticino

 

La “Città Ticino” nel contesto inter-metropolitano: problema o opportunità?

 

In questi ultimi anni il declino demografico del Ticino odierno si è concretizzato attraverso il calo della natalità, quello dell’immigrazione e l’incremento delle partenze di giovani adulti verso le città d’oltralpe.  Se questo significa che il Ticino non è più attrattivo per la residenza, possiamo osservare che il turismo va a gonfie vele, pur in epoca di pandemia, e si continua a costruire residenze quasi come se niente fosse. Le cause vanno quindi ricercate nelle condizioni economiche della residenza, prima di tutto nei salari mediani ormai troppo bassi, di quasi il 20% rispetto alla media nazionale, e, in secondo luogo, in comportamenti demografici che si avvicinano sempre più a quelli delle città e province intermedie del Nord Italia (ad es. calo della natalità, incremento dell’emigrazione).

Con quali conseguenze?  Se non vi saranno cambiamenti, ovvero politiche attive per contrastare queste tendenze, dobbiamo aspettarci un ulteriore aumento dei lavoratori frontalieri, tassi di case e vuote e sfitte sempre più alti nelle città, il proseguimento del calo della natalità e dell’emigrazione di giovani fuori cantone e, soprattutto, l’accelerazione dell’invecchiamento della popolazione residente (siamo già il cantone più "anziano" della Svizzera). Tuttavia la pandemia - che attanaglia l’umanità intera da oltre un anno – ha rimescolato le carte della preferenza della residenza: si ricercano ora luoghi di vita con minori densità, rispetto alle metropoli, belli da vivere, dotati di servizi e trasporti pubblici e questo, con politiche adeguate, potrebbe permettere di rivitalizzare non soltanto le aree urbane, ma anche le zone di retroterra e montagna meglio connesse al trasporto pubblico.

 

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G.P. Torricelli e L. Vallenari (2021).
La “Città Ticino” nel contesto inter-metropolitano, Extra dati, A. XXI, n. 05, aprile 2021, Giubiasco, 2021, 10 pagine (Data di pubblicazione: 29.04.2021). 

 

In che misura il paragone transfrontaliero può aiutare a spiegare l’arresto demografico del Ticino degli ultimi anni?  Per rispondere alla domanda, l’articolo propone un confronto delle statistiche dei bilanci demografici 2011-2019 per i cantoni svizzeri e le province italiane, suddivisi in due periodi quinquennali (2011-2015 e 2015-2019): saldi naturali e migratori medi annui, i cui indicatori sono stati rappresentati su una serie di mappe confrontabili (calcolati sui dati UST per la Svizzera e ISTAT per l’Italia).  I risultati mostrano come nel periodo in esame i poli metropolitani (ad esempio Zurigo, asse Losanna-Ginevra e soprattutto Milano) siano stati in termini demografici più dinamici e attrattivi delle province (o meglio città) intermedie. L’analisi mostra però soprattutto comportamenti demografici diversi tra Italia del Nord (dove dopo il 2014 la crescita demografica si affievolisce per poi talvolta diminuire anche sensibilmente) e Svizzera (i cantoni appaiono generalmente con incrementi naturali e saldi migratori positivi), con l’eccezione a sud delle Alpi del Ticino, dove invece i comportamenti demografici sembrano nel tempo avvicinarsi a quelli delle città e province intermedie del Nord Italia (ad es. calo della natalità, incremento dell’emigrazione).
 

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Torricelli G.P. (2020). Città Ticino 2020
Cause e conseguenze di una stagnazione demografica, Gli Epaper di Coscienza Svizzera – n. 3, 16 novembre 2020 


Questo breve approfondimento interroga il repentino arresto demografico del Ticino degli ultimi anni. Quali ragioni spiegano questa evoluzione e quali principali conseguenze sociali, economiche e territoriali ci dobbiamo aspettare nei prossimi tempi?

 

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Torricelli G.P. (2014).
Settlement Patterns between Lombardy and Ticino Canton 1900-2010. A Comparison with the support of the Thematic Map,
TERRITORIO, N° 71, 2014, pp. 26-34.


Urban sprawl and peri-urban landscapes are spatial issues of the peri-urbanisation process, a relatively recent settlement pat­tern, started in the second half of the 20th century. That occurs in many places in the world, and of course in Lombardy and Ticino, with very different spatial issues from the previous phase of suburbanization, in the first half of the 20th century, triggered by the transformation and the development of the industry3. At the contrary peri-urbanisation represents the various newer forms of urbanization of rural areas, primarily for residential purposes. Most often characterized by individual housing, this residential pattern spreads with the increase of population flows from urban areas and inner suburbs to new housing areas in the outskirts of the traditional settlements, or to the recovery of ancient and rural buildings for residential purposes. In Lom­bardy this phenomenon triggered an extension of the urban sprawl (‘città diffusa’) that began in the late ‘70s, through the improvement of living standards and the development of mass motorization, and the contemporary start of the decline of the fordist industry.


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Torricelli G.P. (1994).
Sur la comparaison des systèmes de villes : la distribution des fonctions urbaines entre Milan et Zurich,
L’Espace géographique, tome 23, n°3, pp. 231-249.


Comparing urban systems: the distribution of urban functions between Milan and Zurich. — The paper suggests to compare the distribution of the activities and urban functions in Switzerland and Northern Italy, with a third sector (services) spatial analysis. The urban development on the southern side of the central Alps, on the border between Ticino (Switzerland) and northern Lombardy (Italy), seems to be very similar: high growth rate of population, and spreading-out of the city. We can demonstrate that this development is dependent on two different logics of location of the urban functions: «poly centric» in Switzerland and «metropolitan» in Northern Italy. If the urban growth, in Southern Switzerland, is an effect of his border position, in Italy this is a process of metropolitan déconcentration (of Milan). Hence, the patterns of service's activities are very different on the two sides of the borderline. This has not only important consequencies for the relationships between the neighbouring towns of Lugano (Switzerland), Varese and Como (Italy), but also to the notion of city in this border region.

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