Università
della
Svizzera
italiana
Accademia
di architettura

 
 

Finis Urbis?

 

La struttura della città europea definisce un territorio di memoria che si propone oggi come antidoto rispetto all’appiattimento e alla banalizzazione propri della società dei consumi. In particolare, il modello di città che si è consolidato nella nostra cultura resta un riferimento rispetto ai modelli americani o asiatici, nel quale la città diventa luogo che “dà linguaggio alla politica come sacralità intrinseca della vita comune”, come moltiplicatore di sviluppo, di bisogni, di opportunità e di conoscenza.

Il mutevole rapporto della città con i suoi territori di riferimento è il tema attorno al quale si svolge questo ciclo di conferenze, nell’intento di sollecitare letture, interpretazioni e interrogativi sul ruolo di chi opera e influisce sulle metamorfosi urbane.

 

Lecturer  Title Date
Giorgio Gresleri FInis Urbis 8 novembre 2012
Cesare de Seta

L’immagine della città europea

dal XV al XVIII secolo

29 novembre 2012
Esteban Bonell Edifici e vuoti urbani 6 dicembre 2013
Walter Angonese Interstizi – Zwischenräume 18 aprile 2013
Marco Romano La città come opera d’arte 16 maggio 2013
Giulio Sapelli

Città o metropoli:

un’alternativa di città

23 maggio 2013

 

 

  • Ciclo
    • Finis Urbis?
    • Città europea
    • e globalizzazione
Giuliano Gresleri

Guliano Gresleri

Giuliano Gresleri (Bologna, 1938) architetto, è professore ordinario di Storia dell’architettura all’Università di Bologna ed è stato Visiting Professor presso la Scuola di architettura del New York Institute of Technology.
Già commissario della XVII Triennale di Milano, è stato membro del Consiglio della Fondation Le Corbusier di Parigi (1978-2008) ed è membro del Consiglio di presidenza della Fondazione Eleen Gray di Cap Martin. È tra i fondatori  e capo redattore della rivista "Parametro" (1974-84). Con Jose Oubrerie ha diretto i lavori per la ricostruzione del Padiglione de L’Esprit Nouveau a Bologna (1977).
I suoi lavori sono stati pubblicati su numerose riviste tre le quali "Casabella", "Ottagono", "A+U", "Parametro", "L’Architecture d’Aujourd’hui".
È autore di studi su Le Corbusier e sull’architettura italiana degli anni Trenta, tra i quali ricordiamo: L’Esprit Nouveau, costruzione e ricostruzione di un prototipo dell’Architettura Moderna (Milano 1976), Carnets du Voyage d’Orient (Milano 1987), Le Corbusier, il “Linguaggio delle pietre” (Venezia 1988), Alvar Aalto, il Baltico e il Mediterraneo (Venezia 1992), L’Architettura italiana d’Oltremare (Venezia 1993).

Cesare de Seta

Cesare de Seta

Cesare de Seta insegna all’Istituto italiano di Scienze umane e dirige il Centro studi sull’Iconografia della città europea all’Università di Napoli Federico II. In passato ha insegnato all’École des Hautes Études en Sciences Sociales a Parigi e in altre scuole all’estero. I suoi interessi sono rivolti prevalentemente alle arti tra Sette e Novecento, alla storia urbana e alla storia del paesaggio.
Tra i suoi numerosi volumi, tradotti in diverse lingue, ricordiamo: L’Italia del Grand Tour, da Montaigne a Goethe (Milano 1998), Hackert (Milano 2005), Il secolo della borghesia (Torino 2006), Le lettere e le arti (Torino 2006), Viale Belle arti (Milano 2006), Roma. Cinque secoli di vedute (Milano 2006), Bella Italia. Patrimonio e paesaggio tra mali e rimedi (Milano 2007), Perché insegnare la storia dell’arte (Roma 2008), Vedutisti e viaggiatori in Italia tra Settecento e Ottocento (Torino 2010), La città europea (Milano 2010), Il fascino dell’Italia nell’età moderna (Milano 2011).
Cesare de Seta dirige per la casa editrice Laterza la collana "Le città nella storia d’Italia" e ha curato per la Storia d’Italia Einaudi i volumi Il Paesaggio e Insediamenti e territorio. Ha curato mostre in Italia e all’estero, tra cui ricordiamo Grand Tour. The Lure of Italy, Tate Gallery, Londra e Palazzo delle Esposizioni, Roma (1997-1998); Hackert, Reggia di Caserta (2007); España en el Mediterráneo. La construcción del espacio, Biblioteca Nacional, Madrid (2006-2007).

Esteban Bonell

Esteban Bonell

Esteban Bonell (Barcellona, 1942) architetto dal 1972, si associa con Josep María Gil e fonda nel 1999 lo studio Bonell i Gil arquitectes.
Vincitore di numerosi premi, tra cui il Mies van der Rohe Award (1992), il Premio FAD d’Arquitectura (1975 e 1985), il Premio Ciutat de Barcelona (1994 e 1996), il Premio Nacional de Arquitectura Deportiva (2000).
Ha svolto attività didattica alla Escuela Técnica Superior de Arquitectura di Barcellona (1972-2008), al Politecnico di Losanna (1983-1984), all’Università di Parigi-Belleville (1986-1993) e all’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana, dove è stato professore ordinario di Progettazione dal 2000 al 2012.
Il suo lavoro è stato pubblicato su numerose riviste e nel 2001 è stata data alle stampe la monografia Bonell e Gil architetti, Barcellona, a cura di Jacques Gubler (Mendrisio 2001).

Walter Angonese

Walter Angonese

Walter Angonese (Caldaro, 1961), ha studiato Architettura all'Università IUAV di Venezia, dove si è laureato con Vittorio Gregotti nel 1990. Dal 1990 al 1992 ha lavorato presso la Sovrintendenza alle Belle Arti del Sudtirolo. Nel 1992 fonda a5 angonese scherer galvagnini architekten con sede a Bolzano. Nel 2002 apre il proprio studio a Caldaro.
Invitato in giurie di numerosi concorsi di architettura in Italia, Austria, Germania e Svizzera, è membro della Consulta per la tutela del paesaggio del Sudtirolo dal 2005. Dal 1998 è invitato a tenere lezioni, conferenze o seminari presso numerosi sedi universitarie, tra cui ricordiamo quelle di Palermo, Milano, Venezia, Vienna, Monaco, Zurigo e Porto.
Durante l’anno accademico 1999-2000 è stato docente di Progettazione presso la Technische Universität di Innsbruck. È professore di ruolo all’Accademia di architettura dell'Università della Svizzera italiana.
Il suo lavoro è stato pubblicato su numerose riviste di settore, nazionali e internazionali.
Tra i suoi progetti più importanti ricordiamo quello per la Tenuta Manicor a Caldaro, il Centro visitatori presso il Lago Carezza a Nova Levante e la Casa del collezionista a Bolzano.

Marco Romano

Marco Romano

Marco Romano (Milano, 1934) è stato docente nelle facoltà di Architettura di Genova, Palermo, Milano e Venezia dove, in quest’ultima città, ha diretto il dipartimento di Urbanistica dell’Istituto universitario di architettura dal 1978 al 1982.
Dal 2003 al 2005 ha insegnato Estetica della città all’Accademia di architettura dell'Università della Svizzera italiana, trattando una teoria generale che ha messo in luce le intenzioni estetiche che si manifestano da mille anni nelle città europee. Tale teoria consente di leggere ogni città come un’opera d’arte a sé, proprio come leggiamo un quadro, una statua o un’architettura e di formulare un vero e proprio ritratto riconoscendo in ciascuna città le sue peculiarità.
È stato direttore della rivista "Urbanistica", organo ufficiale in Italia dell’Istituto nazionale di urbanistica, dal 1977 al 1986. Ha coperto incarichi direttivi in diverse associazioni culturali e professionali, scrive sul "Corriere della Sera" e sul supplemento culturale domenicale del "Sole24 ore". Tra i suoi saggi più importanti ricordiamo L’urbanistica italiana nel periodo dello sviluppo. 1942-1980 (Venezia 1980), Il linguaggio urbanistico (Firenze 1983), L’estetica della città europea (Torino 1993), La città come opera d’arte (Torino 2008).

Giulio Sapeeli

Giulio Sapelli

Giulio Sapelli (Torino, 1947) è professore di Storia economica e Analisi culturale delle organizzazioni presso l’Università degli Studi di Milano. Ha insegnato in molte università italiane e straniere, tra cui Berlino, Parigi, New York, Buenos Aires e Sidney. Ha lavorato per centri studi, presieduto fondazioni e collaborato con grandi imprese (dall’Olivetti all’ENI, dal Monte dei Paschi di Siena a Finmeccanica). Intellettuale dagli interessi poliedrici e di apertura interdisciplinare, ha innestato sugli studi economici la dimensione antropologica, rinnovando profondamente la teoria contemporanea d’impresa.
È autore di numerosi saggi, tra i quali ricordiamo L’impresa come soggetto storico (Milano 1991), Southern Europe since 1945. Tradition and Modernity in Portugal, Spain, Italy, Greece and Turkey (London 1995), Storia economica dell’Italia contemporanea (Milano 1997 e 2008), Antropologia della globalizzazione (Milano 2002 e 2008), Modernizzazione senza sviluppo (Milano 2005), La crisi economica mondiale. Dieci considerazioni (Torino 2008) e Un racconto apocalittico. Dall’economia all’antropologia (Milano 2011).