Università
della
Svizzera
italiana
Accademia
di architettura

 
 

Varese

Diploma

2010

 

Il lavoro di Diploma per l’anno accademico 2009-2010 intende affrontare i problemi connessi alle trasformazioni architettoniche e urbane della città di Varese indotte dai recenti sviluppi che il territorio ha evidenziato.
Tale progetto è nato dalla convinzione che l’indispensabile soluzione dei problemi che sorgono nell’organismo di una città va vista in stretta relazione con le infrastrutture viarie, il paesaggio e il contesto locale. Ciò costituisce un’occasione unica per la progettazione di nuove aree con soluzioni architettoniche che facciano emergere criteri di pianificazione attenti al tessuto sociale e a una migliore qualità della vita. Questa interpretazione del rapporto tra urbanistica e architettura sarà verificata attraverso la progettazione di spazi tipologici specifici e definiti in diverse zone della città, evidenziate dalle politiche gestionali del Comune e che riguardano temi aperti e da tempo dibattuti. In queste aree di studio sono previste profonde trasformazioni prefigurabili con nuovi insediamenti residenziali, culturali, sportivi, turistici, religiosi, infrastrutturali, artigianali, commerciali e sociali.
Il territorio di Varese rappresenta una condizione orografica piana e asciutta, poco adatta all’agricoltura e favorevole allo sviluppo dell’industria. La città, ubicata ai piedi del complesso montano del Sacro Monte e del Massiccio di Campo dei fiori, conta 84 000 abitanti ed è capoluogo di provincia dal 1927.

Insediamento preistorico nel 2000 a.C. e importante sito in epoca romana, intorno all’XI secolo il suo nucleo originario diventa mercato di una certa rilevanza, essendo punto di incontro tra le genti d’oltralpe e la pianura per lo scambio di prodotti agricoli e artigianali. A partire dal XVI secolo si sviluppa il commercio della seta e intorno all’inizio del XVII secolo numerosi sono gli opifici sorti nella zona; dello stesso secolo è il Sacro Monte, percorso devozionale che al ritmo delle sue quattordici cappelle culmina al santuario di Santa Maria del Monte. La nobiltà locale, in questo stesso periodo, edifica ricche residenze affacciate sul lago. Alla fine del XVIII secolo Varese diventa sede della corte ducale di Francesco III d’Este, amministratore del Ducato di Milano. Nella seconda metà del XIX secolo i collegamenti ferroviari aprono nuovi sbocchi nazionali alle industrie locali, mentre lo sviluppo fuori delle mura ha inizio quando una serie di borghi (le “castellane”) cominciano a saldarsi con il tessuto storico più antico; in questi spazi sorgono le ville liberty. L’espansione del secondo dopoguerra accelera il completamento edilizio del tessuto urbano esistente fino ai nostri giorni.

Il Diploma intende affrontare un lavoro di ricerca sulle diverse possibilità di conferire forma e dignità alle diverse scale del sistema urbano attraverso nuovi interventi che saranno riferiti a un pensiero più generale e strategico rispetto alla costruzione del nuovo tessuto cittadino.

  • Direttore
    • Mario Botta
  • Professori responsabili
    • Francisco e Manuel
      Aires Mateus
    • Michele Arnaboldi
    • Martin Boesch
      Esteban Bonell
      Mario Botta
      Marianne Bukhalter
      e Christian Sumi
      Antonio Citterio
      Marc Collomb
      Quintus Miller
      Valerio Olgiati
      Jonathan Sergison
  • Assistenti
    • Ursula Bolli
    • Gianluca Gelmini

Presidente

Aurelio Galfetti

Membri

Christoph Frank, Franz Oswald, Heinz Tesar

Invitati
Enrico Arosio, Franco Barbieri, Michele Bardelli, Andrea Bassi, Carlo Bertelli, Roberta Besozzi, Riccardo Blumer, Pietro Boschetti, Roberto Briccola, Silvano Caccia, Raffaele Cavadini, Alessandra Coppa, Philippe Daverio, Paolo Fumagalli, Gianluca Gardelli, Chiara Gatti, Kersten Geers, Laura Gianetti, Franz Graf, Fulvio Irace, Bruno Keller, Marisa Masini, Mario Monotti, Elio Ostinelli, Pierluigi Panza, Attilio Panzeri, Ignacio Rubiño, Flora Ruchat-Roncati, Emanuele Sauerwein, Irene Maria Scalise, Adolph Stiller, Ruggero Tropeano, Luigi Zanzi

Commissione giudicatrice