Da Odessa al Ticino: la storia del ritorno alle origini di Iryna Balmeli

Carlo Bossoli (1815-1884), Veduta del Porto di Odessa, tempera e olio su cartoncino, collezione privata (Asta Finarte aprile 2024)
Carlo Bossoli (1815-1884), Veduta del Porto di Odessa, tempera e olio su cartoncino, collezione privata (Asta Finarte aprile 2024)

Servizio comunicazione istituzionale

3 aprile 2025

Iryna Balmeli è storica dell'arte e ricercatrice presso l'Archivio del Moderno dell'Università della Svizzera italiana (USI). La giovane ha lasciato l'Ucraina, suo Paese natale, a causa del recente conflitto, e ha fatto ritorno in Ticino, terra d'origine dei suoi avi. Ha raccontato la storia del suo viaggio e del suo arrivo nel nostro Cantone in un articolo pubblicato sulle pagine di Cooperazione.

Odessa, meta di Santino Balmelli (1801 - 1855) - progenitore di Iryna Balmeli -, nell'Ottocento era abitata da numerosi migranti di origine italiana o ticinese, che si trasferivano nella città sul Mar Nero per lavorare come architetti, artigiani, artisti, musicisti e cantanti d’opera o diventare imprenditori. Anche a Kerc - una città della Crimea tra il Mar Nero e il Mare di Azov nella quale la giovane ricercatrice ha vissuto alcuni mesi con la sua famiglia per allontanarsi dalle zone di Cernobyl in seguito al disastro nucleare - ci sono tracce architettoniche e artistiche ticinesi. Il luganese Carlo Bossoli (1815 - 1884) la dipinse negli anni Cinquanta del XIX secolo. "L'architetto Giorgio Torricelli, originario di Lugano, ha partecipato alla realizzazione del centro di Kerc, con ad esempio La Grande Scala di Mitridate" ha spiegato la storica dell'arte.

Ricordando la storia del suo avo, la ricercatrice racconta di come "a 17 anni lasciò Calprino, oggi Paradiso, per andare a Odessa, dove lavorò come capomastro. Sposò Rosina Hornstein, una donna tedesca dalla quale ebbe molti figli". Oggi, a causa del conflitto in corso in Ucraina, la giovane storica dell'arte e i suoi genitori hanno fatto ritorno nella terra d'origine del loro progenitore, nonostante il pensiero torni spesso ai familiari e ai connazionali rimasti in patria. "Ogni giorno ringrazio Dio per addormentarmi e svegliarmi senza le sirene di allarme e senza i bombardamenti. E sono molto grata alla Svizzera e al Ticino per l'accoglienza e la pace ritrovata". Ciò che forse potrebbe sorprendere è che prima del 2018 Iryna Balmeli e i suoi genitori ignoravano le loro origini ticinesi: "Da bambina in tanti mi chiedevano incuriositi quali origini avesse il mio cognome. Io e i miei genitori pensavamo che fosse italiano o qualcosa del genere".

Giunta nel nostro Cantone, Iryna Balmeli ha avuto la possibilità di trovare un posto di lavoro adatto alla sua formazione come storica dell’arte: "Durante gli studi presso l'Accademia Nazionale di Arte e Architettura a Kyiv ho cominciato a studiare l'italiano, e grazie alle lezioni gratuite di un'insegnante volontaria e ai corsi organizzati dal Canton Ticino per gli ucraini, oggi sono ricercatrice al 30% presso l'Archivio del Moderno all'Accademia di architettura dell'USI, dove sono assistente in progetti bilaterali tra la Svizzera e l'Ucraina. Affianco il vicedirettore dell'Archivio del Moderno, Nicola Navone, e contribuisco a creare un ponte tra Svizzera e Ucraina con la pubblicazione, anche in lingua ucraina, delle ricerche sugli architetti ticinesi a Odessa". Il caso ha voluto che la ricercatrice giungesse proprio a Massagno, paese natale dei fratelli Frapolli, due architetti "che nella città sul Mar Nero hanno costruito numerosi edifici". Pensando al futuro, Iryna Balmeli auspica di poter restare nel nostro Cantone: "In Ticino mi trovo bene, sono riuscita a trovare un lavoro adatto al mio profilo professionale e che mi appassiona molto. Con la guerra ho perso il mio lavoro in Ucraina e ora mi sto impegnando affinché, se possibile, possa ricominciare da capo la mia vita qui".

La storia, non solo quella personale, ha un valore particolarmente importante per Iryna Balmeli: "Sin da bambina amavo la storia, il disegno e il diritto. Sono dell'idea che, se da un lato è molto importante guardare con fiducia al futuro, non dovremmo mai dimenticare il nostro passato e da dove veniamo. La storia dovrebbe insegnarci a non commettere gli errori del passato".

L'intervista completa a Iryna Balmeli e pubblicata da Cooperazione è disponibile al seguente link (p. 70).