Mostra "La costruzione dell'architettura in Ticino, 1939-1996. Materialità e tettonica"

Livio Vacchini con Aurelio Galfetti, Scuola media, Losone ,1974 - Foto Roberto Conte
Livio Vacchini con Aurelio Galfetti, Scuola media, Losone ,1974 - Foto Roberto Conte
Mario Botta, Casa a Ligornetto, 1976 - Foto Roberto Conte
Mario Botta, Casa a Ligornetto, 1976 - Foto Roberto Conte
Carlo e Rino Tami, Biblioteca Cantonale, Lugano, 1941 - Foto Enrico Cano
Carlo e Rino Tami, Biblioteca Cantonale, Lugano, 1941 - Foto Enrico Cano
Peppo Brivio, Casa Valleggione, 1969 - Foto Roberto Conte
Peppo Brivio, Casa Valleggione, 1969 - Foto Roberto Conte

Teatro dell'architettura

Data d'inizio: 7 maggio 2026

Data di fine: 20 dicembre 2026

Il Teatro dell’architettura Mendrisio (TAM) dell’Università della Svizzera italiana (USI) presenta, dall'8 maggio al 20 dicembre 2026, tre nuove esposizioni promosse dall'Accademia di architettura: "La costruzione dell’architettura in Ticino, 1939-1996. Materialità e tettonica", "Pino Musi. Continuum" e l’installazione "Sleipnir e il Labirinto di Porte" realizzata dalle studentesse e dagli studenti dell'Atelier Forte dell'Accademia di architettura.
 

La costruzione dell’architettura in Ticino, 1939-1996.
Materialità e tettonica

A cura di Franz Graf, con Britta Buzzi, Carlo Dusi, Alessandro Bonizzoni e Sebastiano Verga.

È pensabile che l'architettura costruita nel territorio ticinese possa servire come materiale fondamentale per la formazione degli studenti dell'Accademia di architettura e che, allo stesso tempo, le loro analisi costruttive producano un nuovo sguardo conoscitivo su di essa?

  • La mostra

"La costruzione dell’architettura in Ticino, 1939-1996. Materialità e tettonica" presenta i risultati del generoso scambio tra il potenziale pedagogico di un'architettura di grande qualità, talvolta un po' dimenticata ma a portata di mano, e la rivelazione e reinterpretazione dei suoi caratteri costruttivi da parte di aspiranti architetti.
Questo dialogo creativo ha dato luogo a un lavoro di ricerca sull'architettura contemporanea nel Cantone Ticino che l'area di Costruzione e Tecnologia dell'Accademia di architettura porta avanti da oltre vent'anni con i propri studenti. Attraverso l'analisi e il disegno delle studentesse e degli studenti, la mostra mette in evidenza le specificità costruttive, architettoniche e spaziali degli edifici di un patrimonio architettonico e culturale che ha segnato il tessuto urbano e territoriale del Cantone Ticino.

Nel corso del tempo e grazie alla continuità del processo pedagogico, la ricerca ha contribuito alla creazione di un catalogo provvisorio degli edifici "moderni" del Ticino, che non è né un inventario esaustivo, né il ricordo dei protagonisti di una “scuola ticinese”, ma una collezione di oggetti scelti per il loro interesse costruttivo.
La storia materiale dell'edilizia diventa così strumento per l'analisi e la conoscenza delle tecniche, del cantiere e dei sistemi costruttivi che hanno generato la tettonica di quelle architetture. Ciò ha messo in evidenza, anche se solo parzialmente, una pluralità di "valori" di cui queste architetture sono portatrici, non solo per quanto riguarda la storia dell'architettura ticinese, ma anche di tante "microstorie" di questo specifico contesto culturale a sud delle Alpi.

Il percorso della mostra propone un'immersione in cento edifici (e ben 160 sono di fatto stati studiati negli anni) rappresentati con riproduzioni di documenti, immagini e rielaborazioni grafiche delle studentesse e degli studenti dell'Accademia di architettura. Questo percorso cronologico consente una rilettura di circa cinquant’anni di architettura ticinese con uno sguardo ravvicinato alla sua tettonica e alla sua materialità.
La mostra invita a esplorare le varie tecniche di costruzione - dalle murature in pietra alle strutture in calcestruzzo e acciaio, dal mattone in terracotta alle strutture aaltiane in legno di recupero, fino ai volumi ancorati al suolo o sospesi… - come momenti di espressioni della poetica che quegli edifici esprimono.

La mostra presenta inoltre nel dettaglio dodici architetture tra le più rappresentative del periodo, accompagnate da altrettante pubblicazioni che contengono testi critici, storici, testimonianze e approfondimenti: la Biblioteca Cantonale (1941) di Carlo e Rino Tami, l'Arsenale militare di Biasca (1942) di Giuseppe Antonini, Giannetto Broggini, Bruno Brunoni, Giuseppe Ferrini, Ferdinando Fischer, Augusto Jäggli, Americo e Attilio Marazzi, Oswald Roelly, Carlo e Rino Tami, il Deposito Avegno (1955) di Rino Tami, l'Albergo Arizona (1957) di Tita Carloni con Luigi Camenisch, il Villaggio vacanze I Grappoli (1960) di Manuel Pauli e August Volland con Eva Pauli Barna, la Centrale idroelettrica Nuova Biaschina (1967) di Augusto Jäggli, Giovanni Lombardi e Giuseppe Gellera, il Cinema-Teatro Blenio (1958) di Giampiero Mina, la Casa Valleggione (1969) di Peppo Brivio, la Villa Gerosa (1971) di Tita Carloni, le Case Terenzio (1971) di Roberto Bianconi, la Scuola media Losone (1974) di Livio Vacchini con Aurelio Galfetti e la Casa a Ligornetto (1976) di Mario Botta.

Chiude la mostra una notevole selezione di modelli degli edifici studiati, presentata come in un paesaggio di architetture immaginarie. La mostra è inoltre accompagnata da tre reportage della Radiotelevisione della Svizzera Italiana (RSI) e da fotografie di Roberto Conte realizzate nell'autunno del 2025, che permettono il confronto con ciò che oggi è diventato patrimonio, da identificare e salvaguardare. La conoscenza della materialità e della costruzione si rivela come condizione indispensabile per la conservazione e la trasmissione di quel patrimonio.

La mostra restituisce la sintesi del lavoro svolto dall'area di Costruzione e Tecnologia dell'Accademia di architettura assieme a studentesse, studenti, architetti, ingegneri, proprietari degli edifici, nonché con l'aiuto indispensabile degli archivi privati e pubblici, cantonali, comunali e in particolare dell'Archivio Architetti Ticinesi e dell'Archivio del Moderno dell’USI.

Fotografie di Enrico Cano e Roberto Conte.
Grafica di Nicola Piffaretti, Nomadesigners.

Immagini d'archivio: RSI Archivi

  • Curatela

Franz Graf, laureato in architettura presso l'École Polytechnique Fédérale de Lausanne, lavora come architetto indipendente a Ginevra dal 1989. Docente e ricercatore in architettura e costruzioni presso l'Università di Ginevra (1989-2006), nel 2005 è nominato professore ordinario di Costruzioni e Tecnologia presso l'Accademia di architettura dell'USI a Mendrisio. Dal 2007 al 2023, è stato professore onorario di Teoria e Progettazione Architettonica presso l'École Polytechnique Fédérale de Lausanne (2007-2023). La sua ricerca si concentra sulla conoscenza dei sistemi di costruzione moderni e contemporanei, sulla conservazione e il riuso dell’architettura del XX secolo e sulla storia materiale del costruito, settori nei quali ha pubblicato numerosi libri ed articoli scientifici. Dal 2010 è presidente di Docomomo Svizzera e dal 2012 membro del «Comité des experts pour la restauration de l'œuvre» della Fondazione Le Corbusier. Dal 2008 al 2014 è stato co-direttore del progetto di ricerca Enciclopedia critica per il riuso e il restauro dell'architettura del XX secolo. Attualmente dirige il progetto di ricerca FNRS per la ricerca "Reload. Ripensare le procedure e le pratiche architettoniche per una transizione silenziosa" all'interno del programma nazionale sulla Baukultur (2024-2028).

Britta Buzzi-Huppert si diploma in architettura nel 1992 presso il Politecnico Federale di Zurigo (ETHZ). Nel 1995 apre con Francesco Buzzi lo studio Buzzi e Buzzi a Locarno, realizzando edifici privati e pubblici. Dal 2007 al 2019 è membro della Commissione del Paesaggio del Cantone Ticino. Dal 2010 svolge attività didattica nell’ambito delle discipline tecnico-costruttive presso l'Accademia di architettura dell'USI e conduce ricerche sulla costruzione dell’architettura in Ticino nella seconda metà del Novecento.

Carlo Dusi, laureato in architettura presso il Politecnico di Milano nel 1998, ha frequentato un master in restauro sui Beni Culturali presso il Politecnico di Milano. Dal 2018 è docente e ricercatore presso l’Accademia di Architettura - Università della Svizzera Italiana. È autore di diverse pubblicazioni sulla storia della costruzione e sul restauro dell'architettura storica e moderna.

Alessandro Bonizzoni si laurea in Architettura presso il Politecnico di Milano nel 2014. Nel 2013 crea Fosbury Architecture, collettivo di progettazione e ricerca con sede a Milano. Svolge l'attività di assistente presso l'Accademia di architettura-USI.

Sebastiano Verga, si laurea in architettura presso l'Accademia di architettura dell'USI a Mendrisio nel 2021. Svolge l'attività di architetto in Italia e di assistente presso l'Accademia di architettura-USI. 

  • Pubblicazione

In occasione della mostra verrà pubblicato "Il Villaggio vacanze I Grappoli (1957-1960) di Manuel Pauli e August Volland con Eva Pauli Barna", a cura di Franz Graf e Britta Buzzi-Huppert. Questa pubblicazione si inserisce nella serie di Quaderni a cura della Cattedra di Costruzione e Tecnologia dell’Accademia di architettura. Il quaderno dedicato al Villaggio vacanze I Grappoli è il numero 12 della serie e viene pubblicato per la prima volta in una coedizione Mendrisio Academy Press e Edizioni Casagrande.
 

  • Calendario e orari di apertura

8 maggio – 20 dicembre 2026

Giovedì - Venerdì
14.00 – 18.00
Sabato - Domenica
10.00 – 18.00
Lunedì - Mercoledì
Chiuso (apertura su prenotazione per gruppi e classi)

Chiusura estiva: dal 13 luglio al 23 agosto 2026
Per giorni festivi, chiusure e aperture speciali, consultare il sito web: www.tam.usi.ch

  • Porte aperte e visite guidate

In occasione delle mostre, il Teatro dell’architettura Mendrisio propone regolarmente delle giornate di porte aperte con ingresso gratuito, visite guidate e altri eventi speciali. Maggiori informazioni saranno disponibili sul sito www.tam.usi.ch.

Porte aperte con ingresso gratuito
Domenica 10 maggio, 
ore 10.00-18.00 nell'ambito della Giornata Internazionale dei Musei, con visita guidata
Domenica 7 giugno 2026, ore 10.00-18.00
Domenica 5 luglio 2026, ore 10.00-18.00
Domenica 6 settembre 2026, ore 10.00-18.00
Domenica 4 ottobre 2026, ore 10.00-18.00 Giornata della Rete MAM con evento speciale
Domenica 1° novembre 2026, ore 10.00-18.00
Domenica 6 dicembre 2026, ore 10.00-18.00

Visite guidate gratuite delle mostre (in italiano)
In collaborazione con gli studenti dell’Accademia di architettura:
Sabato 6 giugno 2026, ore 11.00
Sabato 5 settembre 2026, ore 11.00
Sabato 3 ottobre 2026, ore 11.00
Sabato 31 ottobre 2026, ore 11.00
Sabato 5 dicembre 2026, ore 11.00
In queste date, la visita guidata è gratuita, mentre l’ingresso alla mostra è a pagamento.

Visite guidate con i curatori delle mostre
Le date saranno comunicate puntalmente attraverso la newsletter del TAM.

Visite guidate per gruppi (ITA, ING, TED, FR) su prenotazione, anche al di fuori degli orari di apertura.
Per informazioni e prenotazioni, scrivere a [email protected]