Mostra "Pino Musi. Continuum"

Mostra
Mostra "Pino Musi. Continuum", Teatro dell'architettura Mendrisio © Pino Musi, 2026
Pino Musi: dalla serie Incompiutezza. Nuove periferie. 2019-2025 © Pino Musi, 2026
Pino Musi: dalla serie Incompiutezza. Nuove periferie. 2019-2025 © Pino Musi, 2026
Pino Musi: dalla serie Transizione. Paratge de Tudela. Cap de Creus, 2018 (dettaglio) © Pino Musi, 2026
Pino Musi: dalla serie Transizione. Paratge de Tudela. Cap de Creus, 2018 (dettaglio) © Pino Musi, 2026
Pino Musi: dalla serie Origine. Sito archeologico. Paestum, 2010 (dettaglio) © Pino Musi, 2026
Pino Musi: dalla serie Origine. Sito archeologico. Paestum, 2010 (dettaglio) © Pino Musi, 2026
Mostra
Mostra "Pino Musi. Continuum", Teatro dell'architettura Mendrisio © Pino Musi, 2026
Pino Musi: dalla serie Iperbole. Old Millfun (ex mattatoio municipale, riconvertito a centro multimediale). Shanghai, 2023 (dettalio) © Pino Musi, 2026
Pino Musi: dalla serie Iperbole. Old Millfun (ex mattatoio municipale, riconvertito a centro multimediale). Shanghai, 2023 (dettalio) © Pino Musi, 2026
Pino Musi: dalla serie Metonimia. Architettura archetipale della terra attraversata dal fiume Sarno. Agro Sarnese Nocerino, 2003 (dettaglio) © Pino Musi, 2026
Pino Musi: dalla serie Metonimia. Architettura archetipale della terra attraversata dal fiume Sarno. Agro Sarnese Nocerino, 2003 (dettaglio) © Pino Musi, 2026
Pino Musi: dalla serie Incompiutezza. Nuove periferie. (dettaglio) 2019-2025 © Pino Musi, 2026
Pino Musi: dalla serie Incompiutezza. Nuove periferie. (dettaglio) 2019-2025 © Pino Musi, 2026

Teatro dell'architettura

Data d'inizio: 7 maggio 2026

Data di fine: 20 dicembre 2026

Il Teatro dell’architettura Mendrisio (TAM) dell’Università della Svizzera italiana (USI) presenta, dall'8 maggio al 20 dicembre 2026, tre nuove esposizioni promosse dall'Accademia di architettura: "La costruzione dell’architettura in Ticino, 1939-1996. Materialità e tettonica", "Pino Musi. Continuum" e l’installazione "Sleipnir e il Labirinto di Porte" realizzata dalle studentesse e dagli studenti dell'Atelier Forte dell'Accademia di architettura.

"Pino Musi. Continuum"
Mostra promossa dall’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana
A cura di Michael Jakob

La mostra "Pino Musi. Continuum" presenta una selezione di lavori del fotografo e invita il visitatore a esplorare i diversi capitoli della sua ricerca legati ai temi dello spazio attraverso un percorso espositivo pensato appositamente per il Teatro dell'architettura Mendrisio.
Come scrive il curatore: "Definire Pino Musi un 'fotografo' appare riduttivo, sebbene la fotografia sia lo strumento elettivo che lo contraddistingue. La sua è, in ultima analisi, una pratica del pensiero mediata dallo sguardo: un esercizio intellettuale che piega il rigore tecnico alla necessità di svelare la realtà sotto una luce inedita, trasformando l’atto del vedere in una autentica forma di conoscenza."

La mostra

"Pino Musi. Continuum" è un progetto espositivo site specific che dialoga con la forma circolare del Teatro dell’architettura. Il flusso delle opere si articola in lunghi scrolls (rotoli di immagini), dove le sei sezioni principali della mostra si sviluppano, lasciando al fruitore la libertà di cercare il proprio percorso nella lettura tra le connessioni possibili fra i differenti capitoli del lavoro dell’artista:

Origine mostra, paradossalmente, come sia proprio la rovina, la forma spesso irriconoscibile delle costruzioni esposte al lavorio della natura, a riportarci alle loro origini. Anche la fotografia è, a ben vedere, un'attività archeologica: scava, identifica, riordina, ricostruisce.
Metonimia interroga il senso originario dell’abitare, l’essenza stessa dell’architettura, che non coincide con la mera occupazione della terra.
Iperbole riflette il fatto che attorno a noi esiste anche un’architettura folle che non riguarda soltanto la forma ma proprio il gesto progettuale in quanto tale, come se l'autore intendesse costruire "contro", ovvero contro chi la abiterà, visiterà, conoscerà.
Nella sezione Superficie il defilarsi filmico delle facciate di architettura del secolo scorso rimanda all’estetica della superficie teorizzata da Nietzsche, cioè al prezzo da pagare quando tutto appare in balìa del diktat della bella forma.
Transizione ricorda che il senso profondo, reale, di ogni architettura dipende dalla possibilità di viverla e quindi di attraversarla.
Il capitolo Incompiutezza intende invece l'architettura come opera incompiuta, irrisolta. Qui, il flusso e il ritmo della sequenza fotografica rimandano a una sorta di ascolto polifonico, a un contrappunto tipico della notazione musicale.

Fuori sezione un nucleo di tre opere di grande formato dedicate al recente restauro di Notre-Dame, a Parigi, integra l'esperienza cognitiva: in questo caso una realtà monumentale, consolidata nella memoria collettiva, si manifesta con inedita forza come vera e propria rivelazione.
Completano inoltre il percorso espositivo una serie di vetrine che contengono una selezione di notevoli pubblicazioni di Pino Musi. L'autore infatti intende il libro di fotografia come opera d’ingegno autonoma, ovvero una ricerca che privilegia l’incontro e la collaborazione interdisciplinare. È in questo senso che l'autore indirizza la fotografia a differenti forme espressive e trova in particolare nella creazione di libri d’artista, nel bookmaking, il proprio veicolo comunicativo privilegiato.

Biografie

Pino Musi è un fotografo e artista visivo italiano con base a Parigi. Ha iniziato la sua pratica fotografica all’età di quattordici anni apprendendo, da autodidatta, la tecnica del bianco e nero. Il fascino per la camera oscura e la costante frequentazione del teatro d'avanguardia hanno segnato la sua sperimentazione sia sul piano linguistico, sia su quello concettuale. Altrettanto rilevanti sono stati gli incontri con il regista Jerzy Grotowski e l'architetto svizzero Mario Botta, con cui ha collaborato per anni.
Il lavoro di Musi intreccia diverse discipline come l'antropologia, l'architettura e l'archeologia. Privilegia il lavoro interdisciplinare, l’apertura verso altre forme espressive, le collaborazioni con altri artisti. La sua attuale ricerca trova la sua massima espressione nell’arte della realizzazione di libri d'artista, il bookmaking. Tra le pubblicazioni più recenti ricordiamo: Polyphōnia (2025); Phytostopia(2025); Sottotraccia (2019); Border Soundscapes (2019); Grecia. Le radici della civiltà europea (2019); Acre (2017).
Dal 2011 al 2017 Musi ha insegnato presso il Master di cultura visiva contemporanea della Fondazione Modena Arti Visive. Ha esposto in diverse gallerie e istituzioni europee, e le sue opere fotografiche sono presenti in collezioni private e pubbliche, tra cui: la Fondazione Rolla in Canton Ticino, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Torino, la Fondazione Modena Arti Visive, la Fondazione di Sardegna a Cagliari, la Fondazione Biscozzi / Rimbaud a Lecce, il FRAC (Fonds régional d’art contemporain) Bretagne, a Rennes, in Francia, la Fondazione MAST a Bologna, la Collezione Art Vontobel a Zurigo, il Canadian Centre for Architecture a Montréal, in Canada.

Michael Jakob è un comparatista e insegna estetica, teoria e storia del paesaggio presso l’Accademia di architettura dell'USI a Mendrisio e al Politecnico di Milano. Dirige per le Edizioni Tararà la collana “di monte in monte”, che affronta il tema della montagna in chiave filosofica, letteraria e artistica. Tra le sue recenti pubblicazioni in lingua italiana ricordiamo i seguenti saggi: L’architettura del paesaggio (2020); La capanna di Unabomber (2020); La finta montagna (2022); Le origini tecnologiche del paesaggio (2022); Rara Herbaria (2023); e il romanzo La scomparsa di Leda (2024). Per l’Accademia dei Lincei, Palazzo Corsini (Roma) e la Morgan Library (New York) ha curato la mostra “Rara Herbaria” / “Seeds of Knowledge”. È autore e produttore di film documentari, il più recente dei quali è “Arduino Cantafora. Il tempo sospeso” (2026). Attualmente si occupa di uno studio diacronico sulla percezione “di sotto in su”, che fa seguito al volume Leçons de vertige (2024), di prossima pubblicazione anche in Italia.

Pubblicazione

Il catalogo della mostra è edito da Mendrisio Academy Press e Silvana Editoriale. Oltre alle fotografie di Pino Musi esposte in mostra e al testo del curatore Michael Jakob, il catalogo ospita i contributi di storici e architetti a commento del lavoro di Musi.

  • Calendario e orari di apertura

8 maggio – 20 dicembre 2026

Giovedì - Venerdì
14.00 – 18.00
Sabato - Domenica
10.00 – 18.00
Lunedì - Mercoledì
Chiuso (apertura su prenotazione per gruppi e classi)

Chiusura estiva: dal 13 luglio al 23 agosto 2026
Per giorni festivi, chiusure e aperture speciali, consultare il sito web: www.tam.usi.ch

  • Porte aperte e visite guidate

In occasione delle mostre, il Teatro dell’architettura Mendrisio propone regolarmente delle giornate di porte aperte con ingresso gratuito, visite guidate e altri eventi speciali. Maggiori informazioni saranno disponibili sul sito www.tam.usi.ch.

Porte aperte con ingresso gratuito
Domenica 10 maggio,
ore 10.00-18.00 nell'ambito della Giornata Internazionale dei Musei, con visita guidata
Domenica 7 giugno 2026, ore 10.00-18.00
Domenica 5 luglio 2026, ore 10.00-18.00
Domenica 6 settembre 2026, ore 10.00-18.00
Domenica 4 ottobre 2026, ore 10.00-18.00 Giornata della Rete MAM con evento speciale
Domenica 1° novembre 2026, ore 10.00-18.00
Domenica 6 dicembre 2026, ore 10.00-18.00

Visite guidate gratuite delle mostre (in italiano)
In collaborazione con gli studenti dell’Accademia di architettura:
Sabato 6 giugno 2026, ore 11.00
Sabato 5 settembre 2026, ore 11.00
Sabato 3 ottobre 2026, ore 11.00
Sabato 31 ottobre 2026, ore 11.00
Sabato 5 dicembre 2026, ore 11.00
In queste date, la visita guidata è gratuita, mentre l’ingresso alla mostra è a pagamento.

Visite guidate con i curatori delle mostre
Le date saranno comunicate puntalmente attraverso la newsletter del TAM.

Visite guidate per gruppi (ITA, ING, TED, FR) su prenotazione, anche al di fuori degli orari di apertura.
Per informazioni e prenotazioni, scrivere a [email protected]