Accademia di architettura in uno sguardo

arc-accademia-in-uno-sguardo-gallery-01.jpg
L’Accademia di architettura in uno sguardo, Foto Alberto Canepa
L’Accademia di architettura in uno sguardo, Foto Alberto Canepa
L’Accademia di architettura in uno sguardo, Foto Alberto Canepa
L’Accademia di architettura in uno sguardo, Foto Alberto Canepa
Accademia di architettura, Mendrisio, Palazzo Canavee, Foto Alberto Canepa
Tour del Campus di Mendrisio

L’Accademia di architettura offre un percorso formativo e un modello didattico innovativo, interdisciplinare, umanista e generalista, adeguato ai nostri tempi, che ha permesso alla scuola di affermarsi fino a rivestire un ruolo di primo piano nel panorama internazionale delle scuole di architettura. L’Accademia è una delle cinque Facoltà dell’Università della Svizzera italiana (USI) e ha sede a Mendrisio.

L’apprendimento diretto della pratica negli atelier di progettazione sotto la tutela di autorevoli architetti di fama internazionale è affiancato da una ricca offerta di corsi storico-umanistici in cui si articolano insegnamenti dedicati alla storia dell’architettura e dell’arte, alla filosofia, alla sociologia, di corsi tecnico-scientifici aperti alle problematiche contemporanee e di corsi per l’affinamento della rappresentazione del progetto. Accanto alla formazione in architettura, un percorso di studi in storia e teoria dell’arte e dell’architettura completa l’offerta della scuola, conferendo ulteriore spessore alla sua vocazione umanistica e alla sua dimensione culturale.
L’offerta didattica della scuola s’inscrive in una missione più ampia, che comprende anche la ricerca scientifica, in ambito storico-artistico come in quello architettonico-urbanistico, e le attività culturali, che spaziano da un ricco di programma di conferenze e pubblicazioni fino alle esposizioni e alle altre proposte del Teatro dell’architettura.

Benvenuti all’Accademia

arc-riccardo_blumer_web.jpg
Riccardo Blumer, Direttore dell'Accademia di architettura

L’Accademia di architettura di Mendrisio, nei suoi trent’anni di attività, ha formato quasi 4.000 laureati, oggi attivi nel mondo della professione. Si tratta di architetti che operano in contesti internazionali e che contribuiscono ad arricchire il territorio da cui provengono o in cui hanno scelto di lavorare, esprimendo così la natura profondamente internazionale della scuola. Oggi il Ticino e la Svizzera possono contare su una scuola internazionale “in casa”, di cui Milano – e più in generale l’Italia – riconoscono l’importanza, come dimostra l’elevato numero di candidati italiani che ogni anno accede alle selezioni per entrare in Accademia. L’internazionalità – sono circa 50 i Paesi rappresentati in questa scuola – non è solo un dato geografico, ma un’esperienza concreta: significa condividere il tavolo di lavoro con studenti provenienti da altri contesti culturali e costruire il proprio pensiero confrontandosi direttamente con altre visioni del mondo, contribuendo così a costruire il mondo stesso.
L'Accademia gode di un campus a Mendrisio composto da 5 edifici in cui gli studenti possono lavorare 24 ore al giorno, con ingressi liberi. La vicinanza tra studenti e professori, il numero contenuto di studenti e studentesse per ogni Atelier (10-20 circa per ogni professore e due assistenti) rendono il campus un’esperienza di vita ricca di stimoli costanti, con iniziative e incontri spesso organizzati direttamente dal corpo studentesco. L’Accademia si fonda su un metodo competitivo che non si misura in termini quantitativi, ma qualitativi: è una competizione intesa come confronto. Questo avviene attraverso un esercizio costante della critica pubblica, cioè la pratica di esporre il proprio pensiero e il proprio progetto davanti agli altri. La capacità di formulare e sostenere un’idea in pubblico, attraverso il racconto di un progetto in evoluzione, costituisce un allenamento fondamentale per la formazione dell’architetto e, più in generale, per la costruzione di un pensiero autonomo. In un’epoca segnata da una sovrabbondanza di informazioni, e dalla loro manipolazione, questa capacità diventa essenziale per orientarsi e produrre visioni proprie. Al centro dell’insegnamento vi è l’idea di “mestiere”, come sostenuto fin dalla fondazione della scuola dal suo primo direttore Aurelio (Lio) Galfetti. Il mestiere è percepito come forma di servizio: la competenza di organizzare lo spazio, scegliere i materiali e rispondere in modo consapevole alle esigenze della società contemporanea, comprese quelle legate alla sostenibilità, al riuso e alla decarbonizzazione – intese come ambiti del progetto e non come vincoli passivi, come spesso oggi si tende a considerarli. A questo principio è stata data anche una forma concreta grazie alla realizzazione di un’Agorà nel foyer di Palazzo Canavée, uno spazio dotato di una grande tribuna pensato per favorire il confronto, il dibattito, ospitare le conferenze, e intitolato a Lio Galfetti. La didattica si sviluppa come un continuo allenamento al progetto, guidato da docenti che sono prima di tutto professionisti di alto livello. In Svizzera, infatti, l’accesso alla cattedra avviene attraverso un sistema competitivo basato sul merito professionale più che su titoli accademici come il dottorato, invece richiesto in molti altri paesi. Questo consente all’Accademia di avere un corpo docente internazionale composto da oltre quindici professori ordinari selezionati per la loro qualità progettuale. Tra questi figurano studi e architetti di rilevanza mondiale, inclusi vincitori del Premio Pritzker.

L’Accademia si configura inoltre come un vero e proprio polo culturale: la sua biblioteca raccoglie volumi di straordinaria qualità e rarità, difficilmente reperibili in altre istituzioni europee; l’Archivio del Moderno conserva circa 70 fondi, tra cui numerosi archivi italiani di grande importanza che sta valorizzando anche grazie ad attività che porta avanti in Italia; il Teatro dell’architettura Mendrisio, attivo da oltre dieci anni, ospita esposizioni dedicate ai grandi temi dell’architettura contemporanea. A tutto questo si aggiunge il BancaStato Swiss Architectural Award, un premio internazionale destinato ad architetti sotto i 50 anni, la cui giuria – grazie a una rete di advisor internazionali – assegna ogni due anni un riconoscimento di 100.000 franchi a uno studio con almeno tre opere costruite. Nel tempo, i vincitori entrano a far parte anche del corpo docente dell’Accademia, contribuendo ad accrescere la qualità della scuola. Gli Atelier di progetto si avvalgono ogni anno della collaborazione di circa dieci invitati, selezionati tra professionisti attivi nel settore, che, attraverso il confronto diretto con la pratica architettonica, concorrono a completare la formazione di studenti e studentesse.
L’Accademia non esprime una direzione stilistica univoca, ma mira a realizzare gli obiettivi sintetizzati da Mario Botta che, insieme a Lio Galfetti, ha fondato questa scuola: formare un architetto generalista, non specializzato, capace di rimanere vigile di fronte alla complessità e alla varietà delle istanze contemporanee, che la specializzazione tende spesso a ignorare. Ad arricchire questo panorama, la presenza di tre istituti di ricerca dedicati rispettivamente alla storia dell’arte e dell’architettura, alla tecnica e al restauro, e alla città e al paesaggio. Un aspetto fondamentale della formazione dei futuri architetti è il disegno e la costruzione a mano dei modelli architettonici. La mano è per l’architetto ciò che la parola è per lo scrittore: il primo veicolo della creatività e dell’espressione diretta del pensiero. Il processo creativo non è un algoritmo, ma un’esperienza irripetibile e irreversibile, fatta di continue approssimazioni. Il mestiere non consente mimesi né disordine: è una continua ricerca di verità, anche attraverso l’errore. In sintesi, l’Accademia si fonda su alcuni principi chiave: il confronto, la critica come strumento di formazione del pensiero, l’idea di mestiere come servizio e un intenso lavoro sul progetto attraverso l’esperienza. È in questa integrazione tra pratica, cultura, riflessione e apertura internazionale che risiede la sua specificità, forse oggi unica al mondo.

Jacquard Albert

Biologo, già docente e conferenziere dell’Accademia di architettura

«L’architetto è il prototipo di tutto ciò che funziona al contrario della natura: invece di fare in modo che l’oggi sia semplicemente il risultato di ieri, egli fa in modo che l’oggi sia il risultato di ciò che progetta per il domani».

Studiare all’Accademia

Architettura

L’Accademia di architettura offre un percorso completo articolato in un Bachelor, triennio di base completato da un anno di pratica, e da un Master, biennio di specializzazione. Il lavoro concreto del fare architettura è al centro della didattica grazie a un programma incentrato sulla progettazione. Il futuro architetto affronta le sfide di contesti reali guidato da architetti di fama internazionale, e grazie anche agli insegnamenti tecnico-scientifici e storico-umanistici acquisisce una competenza critica che spazia dalla progettazione architettonica al disegno urbano e del paesaggio, dal riuso del patrimonio esistente alla costruzione sostenibile.

Scopri di più

 

Storia e teoria dell’arte e dell’architettura

Accanto alla formazione in architettura, l’Accademia propone un Master in Storia e teoria dell’arte e dell’architettura. Studiare la storia dell’arte e in particolare la storia dell’architettura nel contesto di una facoltà di architettura è la scelta ideale per contrastare la crescente marginalizzazione dell’architettura negli studi storico-artistici e riportare la disciplina al centro della riflessione critica, in ambito accademico e più in generale nel dibattito pubblico.

Scopri di più

 

Dottorato

Il percorso di studi che è possibile intraprendere all’Accademia prevede anche il cosiddetto terzo ciclo, ovvero studi di dottorato che portano al conferimento di un titolo unico di Dottore in architettura (Dr arch), di Dottore in scienze tecniche (Dr sc tec), oppure di Dottore in filosofia (Dr phil).

Scopri di più

L’Accademia in tre parole chiave

Massimo Cacciari

Filosofo, già docente e conferenziere dell’Accademia di architettura

«Il progetto prevede, per così dire, una futura presenza, ne dispiega in anticipo i tratti. Ma nel progetto, appunto, non ci si limita a “ideare” tale presenza, si mostra anche con quali mezzi e per quali vie essa sia effettivamente producibile. L’accento del progetto è dunque quello dell’anticipo, della previsione e della concreta produzione».

  • Internazionale

    L’Accademia di architettura è una scuola internazionale, dove i docenti provengono dalle diverse aree linguistiche della Svizzera, dall’Italia, dalla Spagna e dal Portogallo, da Inghilterra, Francia, Olanda, ma anche da India, Giappone, Irlanda… scelti tra i migliori al mondo. Anche gli studenti provengono da decine di nazioni, europee ed extra-europee.
    La dimensione internazionale dell’Accademia risulta particolarmente preziosa nel mondo globalizzato di oggi, dove il confronto è il terreno comune a tutti.

  • Progettuale

    All’Accademia di architettura tra studenti e docenti il rapporto è diretto e immediato, soprattutto nei corsi di progettazione: piccoli atelier aperti 24 ore su 24, formati da non più di 25 studenti, seguiti da un professore e due assistenti. Nel percorso formativo dell’Accademia la progettazione architettonica occupa un ruolo centrale e assorbe metà dell’impegno didattico complessivo.
    Anche tra gli studenti il confronto viene sempre incoraggiato: i momenti di revisione dei progetti sono aperti a tutti e così pure gli esami di fine semestre e di Diploma conclusivo.

  • Umanista

    All’Accademia di architettura lo studio segue un modello didattico interdisciplinare, dove all’apprendimento operativo e creativo della progettazione si affiancano i corsi storico-umanistici. Il suo obiettivo è la formazione di un architetto “umanista” e “generalista”, capace di affrontare con competenza, flessibilità e spirito critico le complesse esigenze che provengono oggi dal mondo della progettazione.
    Conferenze, incontri, mostre e pubblicazioni sono occasioni preziose di approfondimento che la scuola offre ai suoi studenti. Come pure i viaggi, organizzati ogni semestre per entrare a contatto con l’opera costruita nel luogo per cui è stata progettata.

Scopri di più su chi siamo