Università
della
Svizzera
italiana
Accademia
di architettura

 
 

Ricomposizione dell'Alpe di Luzzone

19.07.2019

 

Workshop

 

RICOMPOSIZIONE DELL’ALPE DI LUZZONE

 

Il 6 e 7 luglio scorsi si è svolto in Val Malvaglia, in Ticino, il workshop dedicato alla “Ricomposizione dell’Alpe di Luzzone”, con la partecipazione di circa 120 studenti provenienti dalle tre Facoltà di architettura svizzere  Accademia di architettura USI, EPFL e ETHZ che hanno condiviso il lavoro di ripristino dell’alpe riordinandone le cascine in rovina.

 

L’Alpe di Luzzone (2'150 m) fino alla metà degli anni Cinquanta del secolo scorso ha rappresentato, nel contesto di un’economia di montagna contraddistinta dalla pratica della transumanza, una delle stazioni di maggiore altitudine della valle. Negli anni Settanta, quando l’insediamento era già quasi completamente inutilizzato, una valanga ne ha provocato la rovina e sancito l’abbandono definitivo.

 

Oggi, la ricomposizione delle rovine, ad opera degli studenti delle tre Facoltà di architettura guidati da Martino Pedrozzi, si configura non solo come un gesto di salvaguardia del paesaggio, ma liberando il sito dalle macerie ne ripristina il valore di spazio collettivo e conferisce alle costruzioni presenti il loro carattere di punto di riferimento nel territorio.

 

«Abbiamo sostenuto con convinzione l’iniziativa promossa da Martino Pedrozzi, per il suo indubbio valore culturale, che ha visto un nuovo modo di progettare il paesaggio attraverso una forma diversa dal restauro, e per la capacità di coinvolgere in modo non tradizionale le tre scuole svizzere di architettura, proponendo agli studenti un lavoro “vero”, che produce cultura, come tutte le scuole devono fare. Martino Pedrozzi, docente all’Accademia di architettura da anni, si è sempre distinto per il suo modo originale di insegnare, testimoniato soprattutto nel WISH, la Summer School internazionale da lui ideata e diretta, che dal 2003 ogni anno vede collaborare a un progetto comune studenti delle facoltà di architettura di tutto il mondo. Ho partecipato al workshop in Val Malvaglia, ho visto l’entusiasmo degli studenti impegnati in un lavoro che, di fatto, era “solo” di “spostare e radunare pietre”, e ho ripensato allo scopo ultimo della scuola, che non è solo quello, fondamentale, di educare i giovani, ma anche quello, non meno importante, di farli entrare nella vita. Di questo ho piacevolmente chiacchierato anche con il mio collega dell’EPFL, Nicola Braghieri» (Riccardo Blumer, Direttore, Accademia di architettura USI).

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