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In un’epoca in cui la sovrapproduzione di immagini ci sottopone a un flusso incessante di stimoli visivi, spesso da processare in tempi brevi, Pino Musi ci invita invece a restituire a ogni immagine il tempo che merita, recuperando forse ciò che Gillo Dorfles definiva “intervallo perduto”. Come scrive Michael Jakob nell’introduzione a questo volume, gli edifici protagonisti delle immagini di Musi “sembrano guardarci in faccia ed esigere, per un attimo, la nostra totale attenzione”. Musi richiede un approccio alla visione fotografica fuori dagli stereotipi che hanno reso prevedibile e acritica tanta immagine dell’architettura e dello spazio in cui essa vive; propone, quindi, di entrare in sintonia con le modalità e i tratti caratterizzanti la sua opera, fornendo a chi guarda gli strumenti affinché possa sviluppare nuovi percorsi interpretativi. Ad arricchire il volume è proprio un confronto, “un dialogo”, che alcuni intellettuali, artisti e architetti hanno intrattenuto con opere scelte di Musi, provando a farle risuonare con il loro vissuto e creando, in questo modo, un “pas de deux” fra parola scritta e immagine.
Pino Musi. Continuum
a cura di
Michael Jakob
16.5 x 23.5 cm, 134 pp.
Inglese / Italiano
Mendrisio Academy Press / Silvana Editoriale
ISBN 978-88-36664-81-8
€ 18 / frs 18.–
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Questo volume è dedicato a uno dei primi progetti architettonici di Manuel Pauli in collaborazione con August Volland e l’artista Eva Pauli, progetto decisivo per la carriera sia di
Manuel Pauli sia di Eva Pauli. Il Villaggio vacanze I Grappoli a Sessa nel Malcantone (1957-1960) è legato a quel nuovo modo di concepire il turismo e il tempo libero nato dopo la Seconda guerra mondiale e contraddistinto da una profonda spinta alla ricostruzione sociale e culturale. Si tratta di uno dei primi villaggi vacanze sul territorio della Svizzera italiana caratterizzato da un linguaggio architettonico moderno, e viene commissionato dal sindacato VPOD della città di Zurigo.
Manuel Pauli, August Volland con Eva Pauli Barna. Villaggio vacanze i Grappoli
a cura di
Franz Graf, Britta Buzzi-Huppert
21 x 29,5 cm, 64 pp.
brossura
italiano / inglese
Mendrisio Academy Press / Edizioni Casagrande
ISBN 979-12-5559-12-07
€ 48 / frs 48.–
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6850 è una nuova rivista di architettura nata all’interno dell’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana. Fondata e curata dal corpo intermedio della scuola, la rivista si propone come piattaforma critica e sperimentale per il dibattito contemporaneo sull’architettura. Il nome 6850 richiama il codice postale di Mendrisio, sede dell’Accademia: un luogo geografico e culturale di confine, al crocevia tra le culture mitteleuropea e mediterranea. Pubblicata in edizione bilingue (italiano/inglese), 6850 accoglie contributi teorici, saggi visivi, progetti, conversazioni e materiali d’archivio, offrendo uno sguardo trasversale sulla didattica, la pratica e la critica dell’architettura contemporanea.
6850 Journal. Sul contemporano
a cura di
Matteo Clerici, Cecilia Da Pozzo
Tommaso Fantini, Marco Guerra
30 x 22 cm, 104 pp.
Rivista
Inglese / Italiano
Mendrisio Academy Press
ISBN 978-88-87624-99-1
€ 10 / frs 10.–
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Si pubblica qui per la prima volta un’ampia scelta di testi di Aurelio Galfetti, tra i maggiori architetti svizzeri del XX secolo e primo direttore dell’Accademia di architettura di Mendrisio. La raccolta si articola attorno ai principali temi che ne hanno guidato la riflessione e l’azione progettuale: la profonda istanza etica, la dimensione territoriale attribuita al lavoro architettonico, il ruolo assegnato alla progettazione infrastrutturale quale occasione per uno sviluppo ordinato del territorio, l’idea che formare dei giovani architetti significhi prima di tutto alimentarne lo spirito critico e stimolarli a fare fino in fondo il proprio mestiere, senza preconcetti e con quella generosità che, del resto, traspare anche da ciascuno di questi testi.
Aurelio Galfetti. Fare fino in fondo il proprio mestiere
a cura di Nicola Navone
con un testo di Kenneth Frampton
21 x 19 cm, 216 pp.
italiano
Mendrisio Academy Press / Edizioni Casagrande
ISBN 979-12-5559-112-2
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Zurich Atlas: An Archaeology of Urban Codes and Forms explores how regulatory frameworks have shaped the physical and social fabric of Zurich over time and how, in turn, the evolving city has continuously reshaped those frameworks. The book approaches urban codes not as neutral technical instruments, but as historically layered, politically charged, and culturally embedded forces that actively participate in the making of the city. The book is structured in two main sections. Realms examines five key dimensions of Zurich’s urban fabric - housing; movement and public space; heritage and reuse; public buildings and spaces; and employment - demonstrating how each has been enabled, constrained, or transformed by specific regulatory regimes. Perspectives brings together a series of essays that critically reflect on the legal, political, and cultural underpinnings of urban codes and their relationship to everyday urban life through specific case studies.
Zurich Atlas. An Archaeology of Urban Codes and Forms
edited by Tom Avermaete and Giulia Scotto
photos b/w and col.
English
Mendrisio Academy Press
ISBN 978-3-03761-362-7
Open Access
Building on the historical analysis presented in Zürich Atlas: An Archaeology of Urban Codes and Forms, Zurich Primer: A Propositional Planning Vision for the City shifts the focus from how urban codes have shaped the city to how these codes may need to adapt to future demands. Central to this inquiry is the challenge of inward densification: integrating an estimated 100,000 additional residents over the coming decades within Zurich’s existing administrative boundaries, as required by Swiss spatial planning law. The book argues that population growth cannot be addressed through housing alone, but must be accompanied by parallel investments in infrastructure, public buildings, mobility systems, employment spaces, and shared amenities. Structured around five thematic fields - housing; movement and public realm; heritage; public buildings and spaces; and employment - the Primer combines analytical drawings of current conditions with carefully developed spatial scenarios. By oscillating between urban and architectural scales, the book articulates a holistic, propositional approach to qualitative densification, advocating the reuse and adaptation of existing structures, reduced environmental impact, and a rethinking of urban codes to support a more compact, sustainable, and socially balanced future for Zurich.
Zurich Primer. A Propositional Planning Vision for the City
edited by Jonathan Sergison and Giulia Scotto
photos b/w and col.
English
Mendrisio Academy Press / Quart Verlag
ISBN 978-3-03761-360-3
Open Access
Il volume si occupa di un momento particolarmente entusiasmante della storia dell’architettura, quando a partire dai primi anni del XX secolo l’illuminazione elettrica diventa parte del progetto architettonico. L’idea dell’illuminazione elettrica come “materiale da costruzione” stimola la ricerca, accende il dibattito, porta a un cambiamento del pensiero progettuale e quindi dell’architettura costruita. L’intreccio continuo tra le innovazioni tecniche e tecnologiche, cominciate già a partire dal secolo precedente, e la sperimentazione formale, sostenuta sempre con più forza da architetti supportati dalla nuova figura professionale dell’ingegnere dell’illuminazione oltre che dalle nascenti compagnie di distribuzione dell’elettricità e di produzione di sorgenti luminose nonché dalle diverse associazioni di settore che compaiono a livello nazionale e internazionale, permette all’illuminazione elettrica di diventare l’emblema stesso della modernità. Modernità che si concretizza in ambito urbano nella realizzazione di eccezionali illuminazioni architettoniche degli edifici già esistenti e nell’edificazione di nuove architetture illuminate o addirittura luminose. Al tempo stesso, nella progettazione degli spazi interni l’aspetto fondamentale diventa il bilanciamento tra funzione ed estetica dell’illuminazione e tra uso e abuso della luce. Attraverso una rilettura della progettazione e della costruzione di alcuni edifici tra i più significativi del primo e del secondo dopoguerra, il libro cerca infine di evidenziare come la conoscenza specifica della materialità dell’architettura, finalizzata a progetti di conservazione, restauro o riuso, non possa prescindere dall’analisi dell’utilizzo che è stato fatto della luce.
L'illuminazione elettrica nell'architettura del XX secolo. Un nuovo "materiale da costruzione"
di Giulio Sampaoli
456 pp.
ill. b/n e col.
Mendrisio Academy Press
ISBN 978-88-876-2480-9
Open Access
«Reality Show riunisce una selezione di opere di Stefano Graziani, alcune preesistenti e altre inedite, che dialogano tra loro senza riferirsi a un unico tema. Architetture, oggetti, natura, città, persone e molto altro ancora compaiono nelle sue fotografie senza mai imporsi come soggetti dominanti, ma presentandosi piuttosto come elementi di una trama complessa e stratificata. [...] Tutto quello che si vede in queste fotografie è reale, eppure talvolta sembra proprio che non sia così. Graziani riflette sullo status della fotografia oggi, dentro il vortice che fa incontrare e scontrare documentazione e simulazione. Le sue opere sono prove e smentite allo stesso tempo. Questa non è una mostra della realtà, ma sulla realtà. Siamo di fronte alla realtà esibita. Esposta. Reality Show» (Francesco Zanot).
Stefano Graziani. Reality Show
a cura di Francesco Zanot
fotografie di Stefano Graziani
16.5 x 23.5 cm, 80 pp.
fotografie a colori
brossura
italiano / inglese
Mendrisio Academy Press / Silvana Editoriale
collana Teatro dell’Architettura
ISBN 978-88-366-6402-3
€ 12 / frs 12.–
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Il volume documenta la lunga attività didattica dell’Atelier di Walter Angonese presso l’Accademia di architettura di Mendrisio (USI) dal 2007 al 2025, in cui esperienze e pratiche collettive assumono un ruolo centrale. Il libro si articola attorno a un nucleo principale costituito da una riflessione sul metodo di Angonese, accompagnata da fotografie dell’autore che ne delineano l’immaginario personale. I saggi introduttivi di Hermann Czech, Tommaso Fantini e Manuel Orazi affrontano il tema dell’insegnamento e del progetto; i contribute degli assistenti, che si sono succeduti nell’Atelier, evidenziano l’importanza di strumenti come il ridisegno, il modello o il viaggio e la centralità degli esercizi collegiali. Il lavoro di gruppo emerge come decisivo per comprendere che un’idea progettuale richiede un processo di costruzione tanto quanto un edificio fisico, con effetti anche sul giudizio storico dell’architettura perché, come avverte Hermann Czech, «il sapere tecnico si acquisisce realmente solo attraverso il progetto, e solo chi ha progettato può comprendere i progetti di altre epoche».
Atelier Walter Angonese. La costruzione dell'idea
a cura di Tommaso Fantini
17 x 24 cm, pp. 192
ill. col.
Mendrisio Academy Press / Quodlibet
ISBN 9788822924957
€ 28 / frs 28.–
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Dal Seicento ai nostri giorni caricature, vignette e cartoons pubblicati su giornali, riviste e oggi anche sui canali social, restituiscono un’immagine anticonvenzionale della professione architettonica lontana dai più noti ritratti celebrativi. Come scrive Gabriele Neri, «si tratta di un’immagine alterata: la caricatura distorce, estremizza, deforma il suo oggetto di riferimento. Ma proprio dall’esagerazione emergono tratti interessanti: tra attacchi ad personam e cliché estesi all’intera categoria, le innumerevoli varianti della satira grafica ci mostrano l’architetto da prospettive non convenzionali e poco battute dalla storiografia ufficiale». L’originale galleria di illustrazioni pubblicate in questo volume dimostra senza dubbio
ciò che Neri dichiara di tutto principio: la grande attenzione della satira verso l’architettura attesta l’importanza del ruolo pubblico e sociale di questa straordinaria professione.
Satira dell'architetto. Controstoria di una professione attraverso la caricatura
di Gabriele Neri
12 x 19 cm, 160 pp.
ill. col.
Collana Lezioni di architettura
Mendrisio Academy Press / Edizioni Casagrande
ISBN 9791255590996
€ 18 / frs 18.–
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Questo volume racconta la vicenda dei progetti non realizzati dei monumenti architettonici dedicati al poeta Dante Alighieri e alla Divina Commedia ideati in Italia nell’arco compreso tra gli anni Dieci e gli anni Trenta del Novecento. Grazie a un vasto corpus documentario e all’esame di alcuni snodi concettuali sulla nozione di monumento nazionale e sul rapporto tra utopia e ideologia, questo studio sottolinea il complesso intreccio tra architettura, politica e ideologia in quegli anni.
Visioni dantesche. Monumenti architettonici non realizzati a Dante Alighieri e alla Divina Commedia tra le due guerre
di Irina Emelianova
19 x 24.5 cm, 304 pp.
ill. col.
italiano
Mendrisio Academy Press / Silvana Editoriale
ISBN: 978-88-366-6342-2
€ 30 / frs 30.–
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Com’è cambiato il modo di fare architettura in Giappone negli ultimi anni? Quali risposte hanno dato gli architetti alle grandi questioni socio-economiche sorte negli anni Duemila? Come scrive il curatore Yuma Shinohara nell’introduzione a questo volumetto tanto agile quanto ricco di spunti concettuali, culturali e visivi, i “nuovi” architetti giapponesi appaiono poco interessati alle geometrie raffinate dei loro predecessori; scelgono piuttosto le finiture grezze e affrontano l’atto del costruire in un’ottica fattiva e pragmatica. A indicare strade originali e modi di progettare alternativi, sono qui alcuni architetti che alla costruzione ex novo preferiscono il restauro e il riuso, attenti alle problematiche ambientali e consapevoli della fragilità del mondo in cui viviamo.
Nuova architettura giapponese. Tre casi
a cura di
Yuma Shinohara
12 x 19cm, 128 pp.
ill. col.
Collana Lezioni di architettura
Mendrisio Academy Press / Edizioni Casagrande
ISBN 9791255590941
€ 15 / frs 15.–
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Chi erano i primi visitatori dei musei pubblici? Come venivano accolti, osservati, regolamentati? E in che modo le istituzioni museali hanno contribuito a modellare – e a costruire – l’idea stessa di “pubblico”? Questo volume inaugura una nuova serie di studi dedicata ai pubblici dei primi musei pubblici (XVIII–XIX secolo). Dal Museo Capitolino al Louvre, dalla Biblioteca Ambrosiana alla Roma delle catacombe, dal Rijksmuseum ad Amsterdam fino alle collezioni pubbliche della Polonia, della Turingia, della Romania e del Cile: geografie e tempi diversi che permettono di ricostruire la rete complessa di norme, pratiche e rappresentazioni attraverso cui lo spazio museale prende forma, dialoga o entra in conflitto con il proprio pubblico. Nei saggi qui riuniti, a trovare una nuova voce sono soprattutto le fonti istituzionali con particolare riferimento al periodo compreso tra gli anni Trenta del Settecento e il secondo Ottocento: regolamenti, registri di accesso, corrispondenze, cataloghi, libri dei visitatori. Ne emerge una storia comune e in gran parte inedita fatta di mediazioni, strategie di disciplinamento, esperienze materiali e scarti culturali: una storia che invita a ripensare la genealogia del museo moderno come spazio vivo di relazioni, tensioni e negoziazioni tra istituzioni e pubblici.
Pubblici dei primi musei pubblici (XVIII-XIX secolo) I. Le fonti istituzionali
a cura di
Carla Mazzarelli, Giovanna Capitelli, Chiara Piva
19 x 24.5 cm, 240 pp.
ill. col.
Multilingue
Mendrisio Academy Press
ISBN: 978-88-87624-69-4
Open Access
With the dawn of the modern age, the conquest of the third dimension—the aerial domain—set in motion a spatial revolution that irrevocably transformed humanity’s relationship with the city, with territory, and with the planet itself. The view from above introduced an unprecedented form of spatial knowledge, one from the outset charged with profound practical implications: the command of space, largescale planning, control and surveillance, and aerial warfare. At the same time, aerial—or aero-spatial—vision gave rise to fundamental ethical and political experiences, including the emergence of an early global consciousness and the first stirrings of ecological awareness.
Through a historical and philosophical lens, this book investigates the impact of the aerial revolution on both fronts, tracing the continuities and ruptures that have shaped humanity’s gradual conquest of the skies.
The Aerial Turn. On the Conquest of the Air and its Impact on the City, the Territory and the Planet
a cura di
Matteo Vegetti
19 x 24.5 cm, 224 pp.
ill. b/n e col.
brossura
Inglese
Mendrisio Academy Press / Silvana Editoriale
ISBN: 978-88-366-6278-4
Acquista Open Access
Un omaggio a Luigi Lorenzetti
Luigi Lorenzetti è nato nel 1964 a Banco (Bedigliora), in Malcantone. Ha studiato presso l’Université de Genève, dove ha conseguito un Dottorato in storia economica
e sociale con la Prof.ssa Anne-Lise Head-König. Nel 2000, ha iniziato la sua attività di ricercatore a Lugano, presso l’allora Istituto di Storia delle Alpi (Isalp) dell’USI che
aveva come Presidente il Prof. Jean-François Bergier e come Coordinatore il Prof. Jon Mathieu.
Nel 2006, in concomitanza con lo spostamento a Mendrisio e l’integrazione nell’Accademia di architettura, Luigi Lorenzetti assume il coordinamento del Laboratorio di Storia delle Alpi (LabiSAlp) in quanto professore titolare dell’area “Cultura del territorio”.
Nel 2025 il LabiSAlp ha celebrato i suoi 25 anni di vita.
Luigi Lorenzetti: il viaggio di uno storico nel passato delle Alpi
a cura di
Roberto Leggero
Luca Mocarelli
14.5 x 19 cm, 184 pp.
brossura
multilingue
Mendrisio Academy Press
Laboratorio di Storia delle Alpi
ISBN 978-88-87624-74-8
€ 20 / frs 20.–
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Fondato a Stoccolma nel 2010 da Johan Arrhov (1979) e Henrik Frick (1977), lo studio Arrhov Frick ha ricevuto diversi riconoscimenti internazionali ed è stato di recente selezionato per ridisegnare il nuovo Museo dell’architettura di Stoccolma.
Dal 2021 Johan Arrhov è visiting professor presso l'Accademia di architettura di Mendrisio, in Svizzera: nei suoi atelier Arrhov affronta temi centrali nel dibattito architettonico contemporaneo come la necessità di costruire in modo semplice, rispettoso dell’ambiente, e la ricerca di un dialogo tra confort e bellezza nell’architettura.
Frutto di questa continua ricerca e delle attività svolte con gli studenti in Accademia (tra cui l’allestimento di una mostra presso il Teatro dell’architettura di Mendrisio nel 2024), questo volume restituisce gli aspetti più rilevanti del lavoro di Arrhov e Frick, come l’attenzione per l’ambiente, la lettura dell’architettura come un processo sempre in mutamento e mai concluso e l’aspirazione a una semplicità nella costruzione come specchio di semplicità nella vita.
Ursprung Origine Origin
Ursprung Origine Origin
di Arrhov Frick
Fotografie di Mikael Olsson
16.5 x 23.5 cm, 96 pp.
Disegni e fotografie a colori
brossura
inglese / italiano
Mendrisio Academy Press / Silvana Editoriale
collana Teatro dell’Architettura
ISBN 978-88-366-6154-1
€ 15 / frs 15.–
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ISUP Papers is a new web-based, open-access architectural publication produced by the Institute of Urban and Landscape Studies at the Academy of Architecturein Mendrisio (USI Università della Svizzera italiana), and published three times a year. It promotes a form of architectural enquiry that is interdisciplinary in character and that collectively looks to refine our understanding and appreciation of environments, both urban and rural, led by objects as much as ideas and at scales that range from the small-scale to the territorial. This flexibility is mirrored by the scope of its interests, including architecture, landscape architecture, urban planning, sustainability and ecology, economics, geography and digitalisation, as tools that support the study of territories and the history and theory of urbanism and landscape architecture more generally.
Published essays and articles will work within a thematic framework establishedby the Institute of Urban and Landscape Studies, but authors themselves will be drawn from all regions, globally, and from the realms of academic research as much as professional practice. Similarly, the ISUP Papers does not restrict itself to a specific geographical area, nor a prescribed tenor or tone. What it encourages instead is a humanistic approach to regional, national and global challenges, with particular attention on environmental sustainability.
ISUP Papers. More or less density?
A cura di
Jonathan Sergison
182 pp.
Rivista
Inglese
Mendrisio Academy Press
ISBN 978-88-87624-90-8
Open Access
6850 è una nuova rivista di architettura nata all’interno dell’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana. Fondata e curata dal corpo intermedio della scuola, la rivista si propone come piattaforma critica e sperimentale per il dibattito contemporaneo sull’architettura. Il nome 6850 richiama il codice postale di Mendrisio, sede dell’Accademia: un luogo geografico e culturale di confine, al crocevia tra le culture mitteleuropea e mediterranea. Pubblicata in edizione bilingue (italiano/inglese), 6850 accoglie contributi teorici, saggi visivi, progetti, conversazioni e materiali d’archivio, offrendo uno sguardo trasversale sulla didattica, la pratica e la critica dell’architettura contemporanea.
6850 Journal. Antichi Maestri
a cura di
Matteo Clerici, Cecilia Da Pozzo
Tommaso Fantini, Marco Guerra
30 x 22 cm, 120 pp.
Rivista
inglese / italiano
Mendrisio Academy Press
ISBN 978-88-876-244-03
€ 10 / frs 10.–
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Giunto alla sua nona edizione, il prestigioso premio di architettura, rivolto a giovani architetti segnalati da consulenti di fama internazionale, è stato assegnato quest’anno allo studio di architettura Al Borde (Ecuador). Il catalogo del premio, che accompagna la mostra presso il Teatro dell’architettura di Mendrisio (9 maggio-5 ottobre 2025), raccoglie le opere di tutti gli architetti che hanno partecipato al concorso soffermandosi in particolare su quelle del vincitore.
BancaStato Swiss Architectural Award 2024
Swiss Architectural Award 2024
a cura di
Nicola Navone
24 x 24 cm, 176 pp.
350 ill. col., 64 ill. b/n
brossura
inglese / italiano
Mendrisio Academy Press / Silvana Editoriale
ISBN 978-88-366-6155-8
€ 40 / frs 40.–
Acquista
Il Castello di Serravalle è stato valorizzato negli ultimi vent’anni grazie ad un progetto interdisciplinare, che ha compreso indagini archeologiche (2002 – 2006) e restauro conservativo (2006 – 2022). I risultati raggiunti sono importanti per la storia del sito strategico e per gli studi castrensi in generale.
I numerosi reperti riportati alla luce hanno permesso di ampliare in modo sostanziale le conoscenze storiche sul pieno Medioevo, arrivando a retrodatare al X secolo le origini del primo castello presente sullo sperone roccioso, che tre secoli dopo sarebbe stato sostituito da quello violentemente distrutto nel 1402.
Nello studio sono state approfondite le tecniche di costruzione e distruzione dei due castelli, oltre agli aspetti legati alla vita quotidiana, agli influssi culturali e commerciali, che li caratterizzavano.
La pubblicazione vuole essere un punto di riferimento per la valle, che nel Castello di Serravalle vede un luogo di identità e memoria nel paesaggio contemporaneo.
Castello di Serravalle. Valle di Blenio, Cantone Ticino. Storia e archeologia
a cura di
Werner Meyer e Silvana Bezzola Rigolini
revisione scientifica Ufficio dei beni culturali, Cantone Ticino
19,5 x 21,5 cm, 400 pp.
ill. col. e b/n
cartonato
italiano
ISBN 9783908182283
€ 78 / frs 78.–
Open Access